lunedì 28 luglio 2014

Dott. Gaetano Aiello - Consigli precari


Consigli precari.
In riferimento agli ultimi avvenimenti in materia di precariato della Regione Siciliana e della conseguente opera dei pupi che ne deriva, vorrei dare un ultimo consiglio ai lavoratori precari, per evitare ancora una volta di cadere nel tranello della mala politica e continuare a farsi prendere per i fondelli da un Governo regionale confusionario e inconcludente, sicuramente assente in materia di diritti dei lavoratori precari e/o impegnati in attività socialmente utili ASU.
I consigli derivano dalla lettura attenta di alcune questioni legislative e amministrative:
1. Elenco unico regionale dei lavoratori appartenenti al regimetransitorio dei lavori socialmente utili. Questo elenco, previsto dall’articolo 30, comma 1, della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, incostituzionale, in quanto in evidente contrasto con l’articolo 4, comma 8, del Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito con modifiche ed integrazioni in Legge 30 ottobre 2013 n. 125 ( cd. Legge D’Alia), non può contenere soggetti precari, ovvero titolari di un contratto a tempo determinato, di cui all’articolo 1, comma 400, della Legge 24 dicembre 2012 n. 228, come recepito nella Legislazione regionale con la Legge Regionale 22 gennaio 2013 n. 4, all’articolo 3, comma 1. Secondo quanto prevede la Legge, se esiste in Sicilia ancora la Legge, nell’elenco regionale devono (indi dovrebbero) essere inseriti soltanto i lavoratori ASU di cui al Decreto Legislativo 7 agosto 1997 n. 280 ed al Decreto Legislativo 28 febbraio 2000 n. 81.
2. Mancata erogazione del sussidio ai lavoratori impegnati in attività socialmente utili. Qua la situazione ha veramente del paradossale, benché l’articolo 30, comma 5, della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, preveda già la proroga delle attività socialmente utili dei soggetti inseriti nel “famoso” elenco regionale, fino al 31 dicembre 2016, con decorrenza dal 1 gennaio 2014, addirittura non si erogano i sussidi. Non ho parole appropriate per definire tale comportamento, giudicate voi!!!
3. Anticipazione della quota pari al 40% del Fondo straordinario destinato al compenso degli squilibri finanziari. Questa anticipazione dovrebbe essere erogata agli Enti Locali dall’Assessorato della Autonomie Locali, per compensare gli squilibri finanziari, derivanti dall’abrogazione di norme recanti misure in favore di dipendenti precari degli Enti. Anche in questo caso il comportamento tenuto dal Legislatore regionale, ovviamente d’accordo con l’Anci Sicilia, che ha generato il comma 7 bis allo stesso articolo 30, appare non conforme a quanto stabilito prima con il comma 7, il quale prevede l’adozione di un Decreto Interassessoriale tra Assessore alle Autonomie Locali e Assessore del Lavoro per ripartire il Fondo straordinario per la salvaguardia degli squilibri di bilancio.
1dalia4. Mancata attuazione dalla stessa Legge D’Alia, principalmente per assenza delle risorse finanziarie di cui gli Enti Locali e gli Enti Istituzionali in genere avrebbero dovuto godere, in vigenza della Legislazione regionale di finanziamento, abrogata dal famigerato articolo 30.



5. Mancata attenzione alle uniche iniziative serie in campo e continua disinformazione del fenomeno precari in Sicilia. Mi riferisco ai due DDL n. 741 e n. 742, esaminati in V Commissione dell’ARS ed emendabili entro il 31 luglio 2014.
Appello precario: difendervi da loro è facile ma difendervi da voi stessi impossibile.

Dott. Gaetano Aiello
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giovedì 24 luglio 2014

Comune di Campobello di Mazara - Indirizzi gestionali per la stabilizzazione del personale precario



Fonte: Comune di Campobello di Mazara

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mercoledì 23 luglio 2014

CGL, CISL UIL - MAZARA, INCONTRO CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Sarà istituito un tavolo tecnico per il superamento del precariato
“Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per la piena disponibilità ad istituire un tavolo tecnico per avviare le procedure per la stabilizzazione del personale dipendente a tempo determinato, alla luce anche delle novità normative introdotte con la legge regionale n.5 del 2014. Questo tavolo sarà utile per il superamento definitivo del precariato ed anche per fare chiarezza sulle opportunità economiche offerte dalla Regione in favore della stabilizzazione dei lavoratori precari. Nello stesso tavolo unitamente all’amministrazione comunale,  noi organizzazioni sindacali solleveremo anche la questione del salario accessorio, alla luce della mancata sottoscrizione ad oggi del contratto integrativo aziendale”.

Lo hanno dichiarato i tre segretari provinciali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Vincenzo Milazzo, Rosario Genco e Giorgio Macaddino, al termine dell’ incontro con l’Assessore al Bilancio Vito Billardello, appositamente delegato dal Sindaco Cristaldi per affrontare il tema del precariato.  All’incontro hanno preso parte anche in rappresentanza dei precari Vito Antonio Modica e Salvatore Piccione.

“L’Amministrazione Comunale – ha dichiarato Billardello – ha dimostrato di volere affrontare e risolvere il tema del precariato compatibilmente con le risorse finanziarie e le normative in materia. La proroga al 31 dicembre di 82 contratti di diritto privato a tempo determinato, pur nella incertezza del trasferimento dei fondi da parte della Regione, è un atto che conferma questa nostra volontà. Proporrò al Sindaco che al tavolo tecnico partecipino anche i funzionari comunali per una risoluzione più rapida della problematica”.

Mazara del Vallo, 23 luglio 2014



Video: Segretario provinciale FP Uil, Giorgio Macaddino

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sabato 19 luglio 2014

AVVOCATO CORTE DI GIUSTIZIA - Finalmente la questione precari è arrivata al capolinea.


A PROPOSITO DI PRECARIATO
Finalmente la questione precari è arrivata al capolinea. Attendevamo l'ultimo tassello del puzzle, che è arrivato qualche giorno fa
Sapevamo già come sarebbe andata, ma aspettavamo il deposito ufficiale delle conclusioni da parte dell'avvocato generale della Corte di Giustizia.


Le conclusioni dell'avv. generale della CGUE accolgono le argomentazioni dei ricorrenti unitamente alle osservazioni della Commissione europea e del Tribunale di Napoli, quale foro remittente.
La partita sembra essere chiusa.
Tra ottobre e novembre attendiamo la sentenza della Corte di Giustizia che metterà con spalle al muro lo stato italiano. Il giudice in base alle straordinarie conclusioni dell'avvocato generale può disapplicare la normativa italiana in quanto in contrasto con la direttiva europea 70/1999/ce e procedere alla conversione del contratto a termine ritenuto illegittimo da determinato a indeterminato oppure risarcire il danno. Intuibile è il fatto che non sarà mai possibile risarcire tutti e 360 mila precari della PA, pacifico sarà quindi l'attivazione di conciliazione nei tribunali con attivazione di procedure di stabilizzazioni.
La sentenza "mascolo e a." anche se riferita al sistema scuola ha riflessi su tutto il precariato.
Tribunale di Napoli, Corte Costituzionale, Commissione europea, avvocati difensori dei lavoratori e ora anche l'avvocato generale della Corte di giustizia hanno dichiarato la legislazione italiana non conforme a quella europea.
Preme precisare che la CGIL, l'FLC CGIL, e la Gilda insegnanti sono gli unici sindacati che si sono costituiti in ADIUVANDUM in corte di giustizia a difesa dei lavoratori.
Dott. Pierpaolo Volpe- Infermiere forense
CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE
MACIEJ SZPUNAR
presentate il 17 luglio 2014 (1)
Cause riunite C‑22/13, da C‑61/13 a C‑63/13 e C‑418/13
Raffaella Mascolo (C‑22/13),
Alba Forni (C‑61/13),
Immacolata Racca (C‑62/13) contro Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Fortuna Russo (C‑63/13) contro Comune di Napoli
[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Napoli (Italia)]
e
Carla Napolitano,
Salvatore Perrella,
Gaetano Romano,
Donatella Cittadino,
Gemma Zangari
contro Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (C‑418/13)
[domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dalla Corte costituzionale (Italia)]
«Rinvio pregiudiziale – Politica sociale – Direttiva 1999/70/CE – Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato – Successione di contratti di lavoro a tempo determinato – Settore della scuola pubblica – Clausola 5, punto 1 – Misure di prevenzione del ricorso abusivo ai contratti a tempo determinato – Nozione di “ragioni obiettive” che giustificano tali contratti – Sanzioni – Assenza di risarcimento del danno – Divieto di riqualificazione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato»

I –    Introduzione
1.        Una normativa nazionale che consenta la stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato con docenti e personale amministrativo, tecnico ed ausiliario che svolgono supplenze nel settore della scuola pubblica per un lungo periodo, vale a dire per diversi anni, e senza che sia stato fissato un
termine preciso per l’espletamento di concorsi di assunzione, prevede misure sufficienti a prevenire e sanzionare il ricorso abusivo a tali contratti ai sensi della clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (2)? Questa è in sostanza la questione sottoposta alla Corte dal Tribunale di Napoli (Italia) (cause C‑22/13 e da C‑61/13 a C‑63/13) nonché dalla Corte costituzionale (Italia) (causa C‑418/13) nell’ambito dell’accordo quadro.
II – Contesto normativo
A –    Il diritto dell’Unione
1.      La direttiva 1999/70
2.        L’articolo 1 di tale direttiva dispone quanto segue:
«Scopo della presente direttiva è attuare l’accordo quadro (…), che figura nell’allegato, concluso (…) fra le organizzazioni intercategoriali a carattere generale (CES, CEEP e UNICE)».
3.        Conformemente alla clausola 1 dell’accordo quadro, intitolata «Obiettivo», l’obiettivo dell’accordo è, da una parte, migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo il rispetto del principio di non discriminazione e, dall’altra, creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato.
4.        La clausola 4 di tale accordo quadro, intitolata «Principio di non discriminazione», dispone, al suo punto 1:
«Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive».
5.        Ai sensi della clausola 5 del suddetto accordo quadro, intitolata «Misure di prevenzione degli abusi»:
«1.      Per prevenire gli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali a norma delle leggi, dei contratti collettivi e della prassi nazionali, e/o le parti sociali stesse, dovranno introdurre, in assenza di norme equivalenti per la prevenzione degli abusi e in un modo che tenga conto delle esigenze di settori e/o categorie specifici di lavoratori, una o più misure relative a:
a)      ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti;
b)      la durata massima totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi;
c)      il numero dei rinnovi dei suddetti contratti o rapporti.
2.      Gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali, e/o le parti sociali stesse dovranno, se del caso, stabilire a quali condizioni i contratti e i rapporti di lavoro a tempo determinato:
a)      devono essere considerati “successivi”;
b)      devono essere ritenuti contratti o rapporti a tempo indeterminato».
2.      La direttiva 91/533/CEE
6.        La direttiva 91/533/CEE (3) mira a garantire che il lavoratore sia informato sugli elementi essenziali del contratto o del rapporto di lavoro.
7.        Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, di tale direttiva:
«Il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore subordinato cui si applica la presente direttiva, in appresso denominato “lavoratore”, gli elementi essenziali del contratto o del rapporto di lavoro».
8.        Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera e), della suddetta direttiva, l’informazione al lavoratore, se si tratta di un contratto o di un rapporto di lavoro temporaneo, riguarda, tra l’altro, «[la] durata prevedibile del contratto o del rapporto di lavoro».
9.        Ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 1, della stessa direttiva:
«Gli Stati membri introducono nel loro ordinamento giuridico interno le misure necessarie per consentire a qualsiasi lavoratore che si ritenga leso dalla mancata osservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva di difendere i propri diritti per via legale dopo aver fatto eventualmente ricorso ad altri organi competenti».
B –    Il diritto italiano
10.      L’articolo 117, primo comma, della Costituzione della Repubblica italiana prevede che «[l]a potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali».

CONTINUA...

venerdì 18 luglio 2014

Precari, l’avvocato generale della Corte europea gli dà ragione: vanno assunti dopo 36 mesi di servizio

Maciej Szpunar ha reputato legittime le ragioni di migliaia di docenti e Ata ricorrenti che chiedono di essere assunti sulla base dalla direttiva UE 1999/70 che impone agli stati membri di evitare l’abuso dei contratti a termine: è una pratica che “non può essere considerata come giustificata da ragioni obiettive”. In autunno la sentenza definitiva, che per i sindacati sembra ormai segnata. Anief: se sarà positiva, come pensiamo, i giudici del lavoro non potranno che adeguarsi e lo Stato italiano la finirà di lasciare al palo 125mila supplenti l’anno. Flc-Cgil: il governo non ha più alibi per rinviare o centellinare le immissioni in ruolo su tutti posti disponibili.
Precari, l’avvocato generale della Corte europea gli dà ragione: vanno assunti dopo 36 mesi di servizioStarebbe sul punto esplodere il “pentolone” dove da diversi lustri vengono tenuti i precari della scuola italiana: l'avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, tale Maciej Szpunar, ha dato piena alle ragioni di migliaia di docenti e Ata ricorrenti che chiedono di essere assunti sulla base di un’anzianità di servizio superiore ai tre anni, come già previsto dalla direttiva UE 1999/70 che impone agli stati membri l’adozione di misure preventive per evitare l’abuso dei contratti a termine. Ebbene, secondo l’avvocato generale questa pratica “non può essere considerata come giustificata da ragioni obiettive”: Szpunar argomenta la sua posizione, sul procedimento Mascolo C-22/13 ed altri, avviato a seguito delle quattro ordinanze di rimessione del Tribunale di Napoli nel gennaio 2013 e dell’ordinanza della Corte costituzionale 207/2013 del luglio 2013, sostenendo che non è corretto, come si fa abitualmente in Italia, assegnare supplenze su posti disponibili “senza definire criteri obiettivi e trasparenti che consentano di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un’esigenza reale”; ancora di più perchè “non prevede alcuna misura per prevenire e sanzionare il ricorso abusivo alla successione di contratti di lavoro a tempo determinato nel settore scolastico”.
Spetterà, ora, “ai giudici del rinvio, tenuto conto delle considerazioni che precedono, che spetterà valutare se ricorrano tali circostanze nell’ambito dei procedimenti principali”, conclude l’avvocato generale.
Esultano i legali che difendano i ricorrenti italiani. Ma anche i sindacati che sono costituiti in giudizio, tra cui Flc-Cgil, Gilda e Conitp. A dare la notizia, però, non poteva che essere l’Anief, l’associazione sindacale che si è rivolta alla Corte Ue già ad inizio 2010 e che ha già ottenuto presso diversi tribunali del lavoro sentenze positive in primo grado in tema di stabilizzazione o risarcimenti danni: dopo aver definito la posizione dell’avvocato generale della Corte UE “davvero incoraggiante”, e premesso che “l’ultima parola spetterà alla Corte Giustizia europea”, il presidente Anief, Marcello Pacifico, ha detto che “sulla questione precariato, per il Governo e il Miur siamo orami alla resa dei conti: negli stessi giorni in cui alcuni rappresentanti del Governo ammettono la volontà di eliminare le graduatorie d’istitutocon i quasi 500mila supplenti che vi sono dentro, e nelle stesse ore in cui il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan prefigura un “contratto unico con forme di tutela progressiva” e da Viale Trastevere non giungono risposte alla richiesta dell’Anief diimmettere in ruolo 100mila docenti e 25mila Ata precaridall’Europa arrivano indicazioni sempre più cogenti per portare alla loro assunzione tramite il tribunale”.
E lo Stato italiano non potrà che darne seguito: qualora continui a lasciare al palo così tanti precari della scuola pubblica, incorrerebbe in sanzioni salatissime. Che potrebbero raggiungere miliardi di euro. Il cui pagamento andrebbero tra l’altro a carico dell’erario e - conclude Pacifico - dei cittadini onesti che pagano le tasse”.
Dello stessa lunghezza d’onda sono le parole del segretario generale dellaFlc-CGIL, Domenico Pantaleo, dopo aver letto le conclusioni dell'Avvocato della Corte di Giustizia Europea: "il governo non ha più alibi per rinviare o centellinare le immissioni in ruolo su tutti posti disponibili della scuola". Anche per i lavoratori della Conoscenza, “emerge chiaramente l'abuso commesso dallo Stato italiano nell’utilizzo di tali contratti al fine di sopperire ad esigenze permanenti del settore scolastico e in violazione delle normative europee, così come viene messa in risalto la circostanza che la normativa italiana applicata al settore scolastico non limita né la stipulazione né tantomeno il rinnovo dei contratti a termine per il conferimento delle supplenze”.
Ora è attesa la sentenza definitiva della Corte di Giustizia Europea “che si prefigura e si auspica sia coerente con quanto affermato e sostenuto dall'Avvocato Generale”, continua la Flc-Cgil. Questo va a beneficio delle legittime aspettative dei tanti precari della scuola (e non solo) che da tempo aspettano il riconoscimento dei propri diritti, ma ha ricadute positive anche sulla qualità della didattica e del servizio scolastico. A tal proposito, Pantaleo ricorda al governo che "le memorie della Corte non lasciano scampo al governo italiano e lo mettono in mora davanti al mondo della scuola che adesso deve recuperare in fretta il ritardo cumulato nell'approvazione del piano di assunzioni, visto che l'inizio dell'anno scolastico è ormai alle porte”.
Il riferimento del sindacalista Cgil è ai timori che quest’anno le immissioni in ruolo coprano appena il turn-over: la sentenza autunnale della Corte Ue potrebbe però moltiplicarle.

Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/4976-precari,-l-avvocato-generale-della-corte-europea-sta-con-loro-vanno-assunti-dopo-36-mesi-di-servizio.html

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giovedì 17 luglio 2014

COMUNE CALTANISSETTA - SENTENZA Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, contro precari

Il TAR di Palermo annulla concorso interamente riservato per la stabilizzazione dei precari accogliendo il ricorso di disoccupati e dipendenti.




Fonte: TAR
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martedì 15 luglio 2014

GDS - La Regione condannata a 25 nuove assunzioni



di GIACINTO PIPITONE
PALERMO. Condannata ad assumere. La Sas, una delle partecipate più grandi della Regione, dovrà fare un contratto a tempo indeterminato a 25 ex precari della Multiservizi che non erano stati confermati quando la società venne fusa con Biosphera. La condanna, emessa venerdì dal Tribunale di Palermo, prevede anche l’erogazione di arretrati e di un risarcimento danni pari a 9 mensilità. E apre la strada ad altri 80 ricorsi analoghi che arriveranno a sentenza in autunno. Un colpo da Ko per la società che conta già 2 mila dipendenti. I precari che avevano lavorato per Multiservizi erano circa 215, tutti entrati grazie a contratti stipulati dalla società con agenzie di lavoro interinale. Contratti che dal 2007 al 2009 furono regolarmente rinnovati malgrado - segnala da tempo la Corte dei Conti presieduta da Maurizio Graffeo - ci fossero direttive del governo per bloccare ogni forma di assunzione alla fine del 2008.

Fonte: http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/360233/

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lunedì 14 luglio 2014

MAZARA DEL VALLO, I SINDACATI CHIEDONO INCONTRO CON L`AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE PRECARIO“

CRONACA E NOTIZIE > MAZARA DEL VALLO, I SINDACATI CHIEDONO INCONTRO CON L`AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE PRECARIO“

(14 Luglio 2014) Pubblichiamo integralmente le due lettere che i sindacati hanno inviato al Sindaco, al Segretario generale e al Dirigente del 5° settore del Comune di Mazara del Vallo dove viene esplicitamente chiesto un tavolo di concertazione in merito ai precari e al piano di assunzioni varato recentemente.

Con l’art.30 della L.R. 28 gennaio 2014 “disposizioni in materia di personale precario” sono state impartite disposizioni utili a favorire in Sicilia l’assunzione a tempo indeterminato dei contrattisti e dei lavoratori socialmente utili utilizzati negli Enti Locali.
E’ di tutta evidenza che le disposizioni citate, pur scontando obblighi e vincoli previsti dalla normativa nazionale e regionale, assumono, comunque, un aspetto di sostanziale importanza mirando a favorire la fuoruscita dal precariato.
Pertanto, allo scopo di verificare la sussistenza delle condizioni utili ad avviare le procedure per la stabilizzazione del personale precario in servizio presso codesto Ente, si chiede di volerci fornire i dati relativi a tutto il personale a firma dei Responsabili di Servizio.
Data l’esiguità del tempo ormai rimasto, l’occasione è gradita per richiedere alla S.V. un incontro sulla tematica in oggetto, unitamente ai Dirigenti dei Settori interessati e a tutte le OO.SS. di categoria, al fine di istituire un tavolo tecnico per armonizzare, tutti assieme, un percorso pluriennale diretto alla possibile stabilizzazione del personale precario, divenuto indispensabile per il buon andamento dell’Ente e per i servizi da erogare all’utenza.
Si rimane in attesa di celere riscontro. 
FP CGIL: Vincenzo Milazzo   CISL FP: Rosario Genco   UIL FPL: Giorgio Macaddino

In riferimento alla delibera di Giunta Municipale n. 96 del 26 giugno 2014, avente come oggetto "Programmazione triennale delle assunzioni 2014 – 2016 e Piano occupazionale per l`anno 2014", le scriventi OO.SS. chiedono la urgente convocazione di un tavolo di concertazione per discutere sugli intendimenti programmatici che l`Ente vuole assumere, nel garantire il livello ottimale dei servizi da erogare all`utenza.
Si rimane in attesa di riscontro.
Cordialità
FP CGIL: Vincenzo Milazzo CISL FP: Rosario Genco UIL FPL: Giorgio Macaddino
Comunicato stampa
Fonte: http://www.vivimazara.com/portale/cronaca-e-notizie/mazara-del-vallo,-i-sindacati-chiedono-incontro-con-l%60amministrazione-comunale-per-%E2%80%9Cdisposizioni-in-materia-di-personale-precario%E2%80%9C.html#vai

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CGIL, CISL, UIL - al Comune Mazara - Art. 30 LR 28 genn.; Progr. triennale assunzioni, richiesta tavolo concertazione.

https://dl.dropboxusercontent.com/u/46733398/basta%20precari/Documenti/sindacati/2014%20prot.%202258%20U_richiesta%20dati%20e%20incontro%20Unitaria.pdf









 
https://dl.dropboxusercontent.com/u/46733398/basta%20precari/Documenti/sindacati/2014%20GM%20n.0096-2014%20piano%20triennale%20assunzioni.pdf

Fonte: CGIL,  CISL, UIL

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sabato 12 luglio 2014

VIDEO 2 - Giudice Paolo Coppola. A Palermo i maggiori esperti di diritto del lavoro Convegno “CONTRATTI FLESSIBILI E TUTELE POSSIBILI”

 

Paolo Coppola  
Giudice del Lavoro Tribunale di Napoli,  intervento su 
I lavori socialmente utili e le altre forme di lavoro flessibili


CORRELATE:


http://bastaprecaricomunemazara.blogspot.it/search/label/Sentenze










VIDEO - COMUNICATO STAMPA - Conferenza stampa RSU Comune Milano con Avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele.

 

 

 

 

 

 

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