mercoledì 20 agosto 2014

GIORNALE DI SICILIA - Precari degli enti locali, svolta sulle assunzioni in Sicilia


Le novità contenute nella riforma della pubblica amministrazione. Via libera anche a nuovi contrattisti. A Roma aboliti i principali paletti alla spesa dei Comuni. I sindaci: ora è più facile stabilizzare, ma la Regione garantisca i fondi




di RICCARDO VESCOVO
PALERMO. La svolta è arrivata a cavallo di Ferragosto ed è quasi passata inosservata. Ma per i 22.500 precari degli enti locali siciliani la stabilizzazione questa volta potrebbe essere davvero a un passo. È l’effetto della riforma della pubblica amministrazione diventata da poco legge, nella quale alcune norme ammorbidiscono quei paletti che per anni hanno impedito la stabilizzazione dei contrattisti. Comuni e Regioni potranno in sostanza assumere più facilmente senza dover rispettare gli stringenti vincoli di bilancio. «Le norme si applicano subito anche in Sicilia - chiarisce Giuseppe Morale, dirigente del dipartimento Autonomie locali - di certo creano le condizioni per stabilizzare questa platea di contrattisti». I sindacati mostrano ottimismo, col Movimento dei giovani lavoratori che da qualche giorno sta studiando gli effetti della norma nell’Isola: «Senza questi vincoli - dice Massimo Bontempo - i Comuni potranno procedere con le assunzioni senza sforare la spesa». Ma l’Anci Sicilia, l’associazione dei sindaci, chiede certezze alla Regione, che fino ad oggi ha garantito il sostegno finanziario agli enti locali stanziando i 260 milioni di euro annui necessari al pagamento degli stipendi. «È vero, grazie alla riforma - spiega Paolo Amenta, vicepresidente dell’Anci - sarà molto più semplice assumere i lavoratori, ma prima di procedere con le stabilizzazioni vogliamo firmare un accordo col governo regionale che ci garantisca l’erogazione dei fondi anche quando i dipendenti saranno a carico nostro. Quale sindaco assumerebbe oggi un contrattista col rischio che la Regione possa tagliare il giorno dopo il finanziamento?».
La notizia intanto è stata accolta con entusiasmo dai ventimila contrattisti che da vent’anni lavorano nella pubblica amministrazione con stipendi tra i 600 e i mille euro. «La stabilizzazione offrirebbe loro maggiori garanzie ad esempio nella richiesta di un prestito in banca» spiega Amenta. La svolta potrebbe arrivare proprio dal dl 90/2014, quello sulla riforma della pubblica amministrazione del ministro Marianna Madia, da poco divenuto legge. Il primo paletto caduto riguarda il limite alle assunzioni negli enti locali che dovevano rispettare il patto di stabilità, cioè il tetto alla spesa fissato per rispettare i bilanci. La norma vietava qualsiasi forma di assunzione ai Comuni nei quali l’incidenza delle spese di personale fosse pari o superiore al 50 per cento delle spese correnti, cioè legate a funzionamento e altri servizi. Questo vincolo è decaduto. Altra deroga riguarda la possibilità per gli enti locali, nel 2014 e 2015, di procedere ad assunzioni rispettando il limite del 60 per cento della spesa di personale cessato l’anno precedente. Questo tetto sale all’80 per cento nel 2016 e nel 2017 e arriva al cento per cento a partire dal 2018, quando per ogni dipendente che andrà in pensione in pratica i sindaci potranno subito assumerne un altro. Ma c’è di più: fino ad oggi i Comuni dovevano contenere ogni anno la spesa per il personale che quindi doveva progressivamente essere ridotta. Adesso, a partire dal 2014, il parametro di riferimento non sarà più l’anno precedente ma il valore medio del triennio appena trascorso.
La riforma della pubblica amministrazione porta in dote anche altre novità che aiuteranno il turn over del personale nella pubblica amministrazione. Sempre tenendo d’occhio l’equilibrio di bilancio, per coprire i posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, i Comuni potranno ricorrere a contratti a tempo determinato, in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica. Novità in vista anche nei piccoli Comuni turistici con una popolazione tra i mille e i cinquemila abitanti: a partire dal 2014 potranno assumere personale per potenziale i servizi di polizia locale, per far fronte, ad esempio, all’aumento di turisti nella stagione estiva.
Fonte: http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/368454/

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martedì 19 agosto 2014

La Madia dà alle Regioni licenza di assumere. La Sicilia può regolarizzare 20 mila precari


Più la mandi giù (a parole) e piu lei torna su. La spesa pubblica italiana - con buona pace degli annunci di tagli, spending review e sforbiciamenti assortiti - non accenna a diminuire. Per il 2014 la voce "uscite" del bilancio dello Stato fa segnare 825,1 miliardi di euro, cioè il 7,8% in più rispetto al 2013.
A fare la parte del leone, come di consueto, è la spesa corrente, ovvero quella relativa al funzionamento dei servizi pubblici. Per ogni cento euro impiegati dallo Stato, infatti, ben 91 finiscono in questa voce di spesa: un totale da 534,9 miliardi, che determina un aumento del 3,4% rispetto a dodici mesi or sono.
I maggiori buchi neri di spesa si confermano le Regioni. Anche qui, il trend è in aumento. Secondo i dati forniti dalla Corte dei Conti e riportati dal Sole24Ore, «il comparto Regioni e Province autonome fa registrare movimenti di cassa in uscita con ritmo crescente: 210,2 miliardi nel 2011, 201,1 miliardi nel 2012 e 256,1 miliardi nel 2013». Anche qui, il problema è rappresentato dalla spesa corrente. Se infatti nel comparto della spesa per investimenti gli effetti delle varie operazioni di riduzione della spesa si sono fatti sentire (la contrazione complessiva si aggira intorno ai 5,7 miliardi), lo stesso non può dirsi per la spesa corrente, passata da 141,7 miliardi del 2011 ai 144,7 del 2013, con un aumento del 6,69%.
I dati variano sensibilmente da Regione a Regione. Ad esempio, alla voce costi della politica c' è da registrare una forbice molto ampia che va dallo 0,02% della Puglia (che spende 71 euro per ogni mille abitanti) al 7,13% della Calabria (dove per ogni mille abitanti l' esborso arriva a 33mila e rotti euro, pari al 7% delle spese complessive) e al 5,74% della Basilicata (37.057 euro per ogni mille abitanti e incidenza poco inferiore al 6% delle uscite totali). Sorprese anche per quanto riguarda una delle voci più falcidiate dalla spending review, quella per le spese di rappresentanza: a fronte di un calo generalizzato del 40%, si incontrano fenomeni in clamorosa controtendenza come quello del Lazio, dove questa voce di spesa è passata dai 739 milioni del 2011 ai 2,9 miliardi dello scorso anno. Il record di incidenza di queste spese sul bilancio complessivo spetta però alla Valle d' Aosta, che impiega in rappresentanza poco meno dell' 8% del budget totale (10,2 milioni, più di 80mila euro ogni mille abitanti). Numeri assai più pesanti nel settore contratti di servizio, dove sono solo tre (Emilia Romagna, Liguria ed Abruzzo) le Regioniad impiegare una fetta di budget inferiore al 20%. A dominare la classifica sono Molise (45 milioni, pari all' 87% del totale), Puglia (388 milioni, cioè il 78% del bilancio) e Campania (723 milioni ammontanti al 77% del budget).
Il trend di aumento della spesa, infine, non sembra destinato ad invertirsi. Anzi, le cose rischiano di peggiorare. A partire dal decreto che porta la firma del ministro Marianna Madia. Decreto nelle cui pieghe - come rilevato dall' economista Giuliano Cazzola su Formiche.net - si nasconde la possibilità di nuove infornate nella pubblica amministrazione: «È stato abrogato», nota l' ex parlamentare forzista, «il divieto di dare corso ad assunzioni per gli enti che presentino un rapporto tra la spesa per il personale e quella corrente superiore al 50%». Risultato, «ciò determinerà, in Sicilia, la stabilizzazione di buona parte dei 20mila precari».

Fonte: Libero del 19/08/2014 --- https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=1720488011884425081#editor/target=post;postID=3891612355494209370






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giovedì 14 agosto 2014

CONTRATTI FLESSIBILI E TUTELE POSSIBILI - TUTTI I VIDEO - I maggiori esperti di diritto del lavoro, CONVEGNO 20 06 2014

BUON ULTIMO FERRAGOSTO 
DA PRECARI !)




Sergio Galleano  

(Avvocato del Foro di Milano)
L'attuale disciplina del lavoro a termine nel pubblico impiego

Paolo Coppola

(Giudice del Lavoro Tribunale di Napoli)
I lavori socialmente utili e le altre forme di lavoro flessibili


Lorenzo Maria Dentici

(Aggregato di diritto del lavoro all'università di Palermo)
Lavoro a termine e possibili interferenze della legislazione regionale



Vincenzo De Michele


(Avvocato del Foro di Foggia)
La disciplina delle tutele in sede europea.



Giuseppe Bronzini


(Giudice della Corte di Cassazione e curatore del sito  europeanrights.eu.)
Le prospettive delle tutele europee del lavoro nel dialogo tra le Corti



Marcello Pacifico

(Segretario Confedir, presidente ANIEF.)
La tutela dei diritti nel capitalismo finanziario globale:quale prospettiva per la UE.



CORRELATE: 

ARS - Precariato. Incardinati i due ddl in V Commissione. Venturino: “Governo e Commissione gettino la maschera”


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mercoledì 6 agosto 2014

L'Asp non rinnova i contratti, i precari diffidano Sirna


L'Asp non rinnova i contratti, i precari diffidano Sirna 


06/08/2014
Il direttore generale dell’Asp Sirna ha deciso di non rinnovare i contratti dei 110 precari della sanità in scadenza sabato 16. Sarebbe pronto a sostituirli con altri precari. I lavoratori, che sono peraltro i primi della graduatoria, hanno inviato una diffida all’azienda.

L'Asp non rinnova i contratti, i precari diffidano Sirna
Erano in attesa di una buona notizia, ne hanno ricevuta una pessima. E ora sono arrabbiati e decisi ad andare fino in fondo per difendere i propri diritti.
I contratti dei 110 precari della sanità in scadenza la prossima settimana non saranno rinnovati. Lo ha deciso il direttore generale dell’Asp Gaetano Sirna, scatenando l’immediata reazione dei lavoratori che aspettavano la proroga e si troveranno invece di nuovo disoccupati. Ieri pomeriggio i precari hanno incontrato Sirna per chiedere chiarimenti sul loro futuro. I loro contratti semestrali, già rinnovati a febbraio, scadono sabato 16. In teoria – seguendo le direttive dell’assessorato regionale – l’asp avrebbe potuto rinnovarli ancora. E invece il direttore generale ha spiegato ai precari che stavolta non lo farà. Darà invece spazio ad altri precari, quelli che in graduatoria seguono questi 110 e che pare abbiano già ricevuto i telegrammi di convocazione dell’azienda. Così è esplosa la protesta dei lavoratori in scadenza di contratto che si sono rivolti all’avvocato Rodolfo Nesci e hanno inviato una diffida al direttore dell’azienda sanitaria.
Nella diffida, inviata per conoscenza anche all’assessorato regionale e alla corte dei conti, si spiegano le ragioni di questi lavoratori e si contestano le motivazioni della scelta. I nuovi contratti creerebbero nuovi precari, cosa che il governo ha invece bloccato, c’è l’ipotesi del danno erariale e il rischio di incorrere in sanzioni, considerato che c’è anche una direttiva dell’unione europea che impone la stabilizzazione dei precari esistenti.
La battaglia è appena iniziata, la palla passa all’Asp. Che dovrà decidere cosa fare e provare a risolvere una situazione che rischia di diventare esplosiva.

 Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news/103247/L-Asp-non-rinnova-i-contratti-i-precari-diffidano-Sirna--.html

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martedì 5 agosto 2014

La Cgil denuncia Renzi alla commisione europea

il Giornale, ultime notizie

La Cgil denuncia Renzi alla commisione europea  

La Camusso fa ricorso alla commisione Ue contro la riforma del lavoro: "Serve solo ad aumentare i precari"

 - Mar, 05/08/2014 - 17:37
Susanna Camusso ha denunciato Matteo Renzi. L'esposto contro la riforma del lavoro varata dal ministro Giuliano Poletti è stato presentato oggi alla Commissione Ue.
Secondo il sindacato, infatti, il decreto contrasterebbe con la disciplina europea.
"Eliminando l’obbligo di indicare una causale nei contratti a termine - tuona la Cgil - sposta la prevalenza della forma di lavoro dal contratto a tempo indeterminato a tempo determinato, in netto contrasto con la disciplina europea che, al contrario, sottolinea l’importanza della 'stabilità dell’occupazione come elemento portante'". Stando a quanto scrive il sindacato della Camusso, il ricorso farebbe leva su fonti normative ma anche su sentenze già emanate dalla Corte di Giustizia europea su normative analoghe, come quella greca che pur faceva riferimento a contratti a causali di durata massima inferiore a quelli oggi introdotti dalla Riforma del Lavoro italiana. "Quattro i punti principali su cui si basa il ricorso - spiegano dalla Cgil - la causalità per il ricorso ai contratti a terminerappresentava un argine contro un loro utilizzo improprio". E ancora: "eliminarne la motivazione lascia spazio a usi impropri che penalizzano il soggetto debole, cioè il lavoratore". Secondo il sindacato, inoltre, "il combinato disposto di acausalità, rinnovi e proroghe espone il lavoratore al rischio di non riuscire a firmare mai un contratto 'stabile' indicato come 'contratto comune' proprio dalla normative europee, con forti penalizzazioni soprattutto per i soggetti più 'a rischio', lavoratori over 50 e donne; si introduce un’assoluta discrezionalità rispetto ai licenziamenti". Infine, non ci sarebbe alcuna prova statistica che "all’aumento della precarietà corrisponda un aumento dell’occupazione".
Per la Cgil l'obiettivo della denuncia sarebbe "cambiare norme che stanno penalizzando fortemente i giovani e i soggetti più deboli rendendo più vulnerabili socialmente e economicamente generazioni di lavoratori".

 Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/cgil-denuncia-renzi-commisione-europea-1043086.html

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sabato 2 agosto 2014

TFR. Trattenuta illegittima: a Treviso rimborsi per 150 docenti. Gilda vince ricorso

TFR: a Treviso Gilda vince ricorsi contro trattenuteUfficio Stampa Gilda - Illegali le trattenute per il Tfr, lo Stato dovrà restituire ai docenti le somme decurtate dalle buste paga negli ultimi 5 anni. A stabilirlo è il giudice del lavoro di Treviso che ha confermato i decreti ingiuntivi presentati da 150 professori della provincia veneta patrocinati dalla Gilda degli Insegnanti.
La Gilda di Treviso aveva avviato la battaglia legale nel marzo 2013 con un'azione collettiva contro l'illegittima trattenuta del 2,5 per cento: una media di 40 euro al mese che, moltiplicati per gli anni di servizio, arriva a
circa 2500 euro a testa. Ed è questa la cifra che adesso lo Stato dovrà rimborsare ai docenti.
“La Gilda è il primo sindacato in Italia ad aver scelto questa strada – afferma Michela Gallina, coordinatrice provinciale – e questa è una sentenza storica perchè ha riconosciuto il diritto dei lavoratori della scuola a non essere discriminati rispetto ai dipendenti privati, ponendosi quindi in linea con la sentenza della Corte Costituzionale emessa nel 2012 che ha equiparato i lavoratori pubblici a quelli privati in materia di Tfr”.
FONTE: http://www.gildains.it/news/dettaglio.asp?idcat=0&plug=motore&area=news&id=3550


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giovedì 31 luglio 2014

SENTENZA TRIBUNALE DI VALLO DELLA LUCANIA(SA),TRE DOCENTI PRECARI ASSUNTI A T.IND.


SENTENZA TRIBUNALE DI VALLO DELLA LUCANIA(SA),TRE DOCENTI PRECARI ASSUNTI A T.IND.

In riferimento all’articolo Scuola, altri tre docenti precari salernitani trovano giustizia in Tribunalepubblicato a Marzo 2014, oggi pubblichiamo la relativa sentenza del Tribunale di Vallo della Lucania(SA).






































































  Fonte: http://tiggilibero.altervista.org/?p=3579

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lunedì 28 luglio 2014

Dott. Gaetano Aiello - Consigli precari


Consigli precari.
In riferimento agli ultimi avvenimenti in materia di precariato della Regione Siciliana e della conseguente opera dei pupi che ne deriva, vorrei dare un ultimo consiglio ai lavoratori precari, per evitare ancora una volta di cadere nel tranello della mala politica e continuare a farsi prendere per i fondelli da un Governo regionale confusionario e inconcludente, sicuramente assente in materia di diritti dei lavoratori precari e/o impegnati in attività socialmente utili ASU.
I consigli derivano dalla lettura attenta di alcune questioni legislative e amministrative:
1. Elenco unico regionale dei lavoratori appartenenti al regimetransitorio dei lavori socialmente utili. Questo elenco, previsto dall’articolo 30, comma 1, della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, incostituzionale, in quanto in evidente contrasto con l’articolo 4, comma 8, del Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito con modifiche ed integrazioni in Legge 30 ottobre 2013 n. 125 ( cd. Legge D’Alia), non può contenere soggetti precari, ovvero titolari di un contratto a tempo determinato, di cui all’articolo 1, comma 400, della Legge 24 dicembre 2012 n. 228, come recepito nella Legislazione regionale con la Legge Regionale 22 gennaio 2013 n. 4, all’articolo 3, comma 1. Secondo quanto prevede la Legge, se esiste in Sicilia ancora la Legge, nell’elenco regionale devono (indi dovrebbero) essere inseriti soltanto i lavoratori ASU di cui al Decreto Legislativo 7 agosto 1997 n. 280 ed al Decreto Legislativo 28 febbraio 2000 n. 81.
2. Mancata erogazione del sussidio ai lavoratori impegnati in attività socialmente utili. Qua la situazione ha veramente del paradossale, benché l’articolo 30, comma 5, della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, preveda già la proroga delle attività socialmente utili dei soggetti inseriti nel “famoso” elenco regionale, fino al 31 dicembre 2016, con decorrenza dal 1 gennaio 2014, addirittura non si erogano i sussidi. Non ho parole appropriate per definire tale comportamento, giudicate voi!!!
3. Anticipazione della quota pari al 40% del Fondo straordinario destinato al compenso degli squilibri finanziari. Questa anticipazione dovrebbe essere erogata agli Enti Locali dall’Assessorato della Autonomie Locali, per compensare gli squilibri finanziari, derivanti dall’abrogazione di norme recanti misure in favore di dipendenti precari degli Enti. Anche in questo caso il comportamento tenuto dal Legislatore regionale, ovviamente d’accordo con l’Anci Sicilia, che ha generato il comma 7 bis allo stesso articolo 30, appare non conforme a quanto stabilito prima con il comma 7, il quale prevede l’adozione di un Decreto Interassessoriale tra Assessore alle Autonomie Locali e Assessore del Lavoro per ripartire il Fondo straordinario per la salvaguardia degli squilibri di bilancio.
1dalia4. Mancata attuazione dalla stessa Legge D’Alia, principalmente per assenza delle risorse finanziarie di cui gli Enti Locali e gli Enti Istituzionali in genere avrebbero dovuto godere, in vigenza della Legislazione regionale di finanziamento, abrogata dal famigerato articolo 30.



5. Mancata attenzione alle uniche iniziative serie in campo e continua disinformazione del fenomeno precari in Sicilia. Mi riferisco ai due DDL n. 741 e n. 742, esaminati in V Commissione dell’ARS ed emendabili entro il 31 luglio 2014.
Appello precario: difendervi da loro è facile ma difendervi da voi stessi impossibile.

Dott. Gaetano Aiello
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giovedì 24 luglio 2014

Comune di Campobello di Mazara - Indirizzi gestionali per la stabilizzazione del personale precario



Fonte: Comune di Campobello di Mazara

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mercoledì 23 luglio 2014

CGL, CISL UIL - MAZARA, INCONTRO CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Sarà istituito un tavolo tecnico per il superamento del precariato
“Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per la piena disponibilità ad istituire un tavolo tecnico per avviare le procedure per la stabilizzazione del personale dipendente a tempo determinato, alla luce anche delle novità normative introdotte con la legge regionale n.5 del 2014. Questo tavolo sarà utile per il superamento definitivo del precariato ed anche per fare chiarezza sulle opportunità economiche offerte dalla Regione in favore della stabilizzazione dei lavoratori precari. Nello stesso tavolo unitamente all’amministrazione comunale,  noi organizzazioni sindacali solleveremo anche la questione del salario accessorio, alla luce della mancata sottoscrizione ad oggi del contratto integrativo aziendale”.

Lo hanno dichiarato i tre segretari provinciali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Vincenzo Milazzo, Rosario Genco e Giorgio Macaddino, al termine dell’ incontro con l’Assessore al Bilancio Vito Billardello, appositamente delegato dal Sindaco Cristaldi per affrontare il tema del precariato.  All’incontro hanno preso parte anche in rappresentanza dei precari Vito Antonio Modica e Salvatore Piccione.

“L’Amministrazione Comunale – ha dichiarato Billardello – ha dimostrato di volere affrontare e risolvere il tema del precariato compatibilmente con le risorse finanziarie e le normative in materia. La proroga al 31 dicembre di 82 contratti di diritto privato a tempo determinato, pur nella incertezza del trasferimento dei fondi da parte della Regione, è un atto che conferma questa nostra volontà. Proporrò al Sindaco che al tavolo tecnico partecipino anche i funzionari comunali per una risoluzione più rapida della problematica”.

Mazara del Vallo, 23 luglio 2014



Video: Segretario provinciale FP Uil, Giorgio Macaddino

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