mercoledì 4 marzo 2015

Comune di Catenanuova (En) - Incontro dibattito sul precariato pubblico degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana - 07 03 2015



Fonte:  Comune di Catenanuova (En)
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sabato 28 febbraio 2015

GIORNALE DI SICILIA - Stop a sorpresa, niente stipendi per ventimila precari della pubblica amministrazione

 La circolare per i pagamenti era pronta: bloccati 170 milioni. L’assessorato: i Comuni ci diano il piano dei tagli. L’Anci: è solo un modo per perdere tempo


Sicilia, Sicilia e Nostra RegionePALERMO. La circolare che avvia i pagamenti degli stipendi arretrati ai circa 20 mila precari degli enti locali era pronta per essere firmata, già sul tavolo dell’assessore Ettore Leotta. La Regione dovrebbe erogare 170 milioni e i sindacati già esultavano, ieri. Ma poi tutto è stato bloccato e rinviato in attesa di un incontro fra governo regionale e Anci.
Per le buste paga del 2014, dunque, ci vorranno ancora delle settimane. È stata un’altra giornata di tensione negli enti locali. I precari attendono gli arretrati del 2014. In alcuni casi gli stipendi non arrivano dall’estate scorsa mentre in altri si devono recuperare solo i mesi di novembre e dicembre. Dipende da come ogni sindaco ha gestito l’emergenza finanziaria causata dal ritardo della Regione nell’erogazione dei finanziamenti ordinari: alcuni Comuni sono riusciti a pagare gli stipendi grazie ad anticipazioni di cassa da parte delle banche che svolgono il servizio di tesoreria, in altri Comuni ciò non è stato possibile e gli stipendi si sono bloccati in estate. Rispetto ai budget decisi nel 2014, la Regione deve ancora agli enti locali 170 milioni solo per i precari.
Ora il dipartimento Autonomie locali dell’assessorato ha messo a punto la circolare che detta le procedure per ottenere questi soldi:l’assessore Ettore Leotta era pronto a firmarla per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Da quel momento i sindaci avrebbero avuto 15 giorni per comunicare alla Regione i fabbisogni e - secondo la circolare - di lì a poco le somme sarebbero state erogate.


Fonte: http://gds.it/2015/02/28/stop-a-sorpresa-niente-stipendi-per-ventimila-precari-della-pubblica-amministrazione_319443/

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venerdì 27 febbraio 2015

RICORSI DEI LAVORATORI PRECARI PER LA STABILIZZAZIONE A TEMPO INDETERMINATO

2015-02-26 10:48:17

RICORSI DEI LAVORATORI PRECARI PER LA STABILIZZAZIONE A TEMPO INDETERMINATO
DIVERSE LE INTERPRETAZIONI DEI GIUDICI MA LA CISL FUNZIONE PUBBLICA NON SI FERMA


USR Cisl Sicilia



NotizieLavoratori precari nella confusione e tutto a causa di prese di posizioni e fughe in avanti finalizzate solo a fini elettoralistici per il rinnovo della Rsu. L’accusa è della Cisl Funzione Pubblica e il riferimento è all’individuazione dei percorsi da intraprendere per il ricorso al giudice per la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato.
“La Cisl Funzione Pubblica, supportata dal proprio pool dei legali, ha le idee chiare ed è convinta che il risultato finale sarà sicuramente positivo”, afferma il segretario Calogero Emanuele.
“Bisogna fare chiarezza e ai lavoratori bisogna dire le verità, anche in campagna elettorale – attacca Emanuele - e fare le giuste valutazioni alla luce delle sentenze che si susseguono anche negli ultimi giorni. È chiaro che i precari sono nel pieno diritto di chiedere il tempo indeterminato ma oggi qualche sentenza parla solo di risarcimento del danno, altre dicono che il ricorso va presentato alla scadenza dei contratti in essere per poter configurare la perdita di chance”.
I primi 100 ricorsi presentati dalla Cisl Fp vanno nella convinta direzione della trasformazione a tempo indeterminato, chiamando in causa in primo luogo gli enti gestori di tale personale nella qualità di datore di lavoro. “Ma è chiaro – aggiunge il segretario provinciale della Funzione Pubblica – che c’è una corresponsabilità della Regione che ha alimentato questa situazione procedendo solo con proroghe da un ventennio a questa parte”. 
Ma l’aspetto grave sottolineato dalla Cisl Fp è che sia gli Enti che la Regione hanno concesso le proroghe con la condizione "permanendo il fabbisogno organizzativo e le comprovate esigenze istituzionali volte ad assicurare i servizi già erogati”, ovvero sostituendo il personale posto in quiescenza, assumendo responsabilità dirette e in alcuni casi responsabilità di natura dirigenziale


.Fonte: http://www.cislsicilia.it/Notizie/2015/02/26/44151/RICORSI-DEI-LAVORATORI-PRECARI-PER-LA-STABILIZZAZIONE-A-TEMPO-INDETERMINATO

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Stabilizzazione precari: 23 giugno 2015 udienza in Corte Costituzionale

Stabilizzazione precari: 23 giugno 2015 udienza in Corte Costituzionale

Presso le nostre sedi locali prosegue l’attività di tutela legale.

11/02/2015

FLC



Risultati immagini per logo cgilÈ stata fissata per il prossimo 23 giugno l’udienza in Corte Costituzionale relativa alla vertenza precari.
Come noto, la Corte di Giustizia Europea con la sentenza dello scorso 26 novembre 2014 si era pronunciata a seguito delle ordinanze di rimessione del Tribunale di Napoli e della Corte Costituzionale, con le quali erano state sollevate diverse questioni pregiudiziali in tema di precariato del comparto scuola. IlTribunale di Napoli si è già espresso favorevolmente per la stabilizzazione dei lavoratori precari che avevano censurato l’illegittima reiterazione dei contratti a termine. Ora spetta allaCorte Costituzionale pronunciarsi in merito alla legittimità dell’art. 4 della Legge 124/99 (ovvero la norma che disciplina le supplenze nel settore scolastico) alla luce dei principi affermati dal giudice europeo. Ad oggi risulta che diversi tribunali siano in attesa di questa pronuncia per esprimersi definitivamente sulle cause già pendenti.
All’udienza in Corte Costituzionale si costituirà e prenderà parte anche la FLC CGIL mediante ipropri legali, i quali, dopo la partecipazione a Lussemburgo in Corte di Giustizia Europea,sosterranno anche presso il massimo organo di giustizia nazionale il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori precari, docenti e ata, assunti con contratti di lavoro a tempo determinato reiterati illegittimamente per più anni consecutivi.


Fonte: http://www.flcgil.it/scuola/precari/vertenza-precari-23-giugno-2015-udienza-in-corte-costituzionale.flc

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giovedì 26 febbraio 2015

PRECARI ASP - SENTENZA STORICA. L'ENTE PUBBLICO CONDANNATO A PAGARE LE RITRIBUZIONI FINO ALL'ETA' PENSIONABILE.


 Fonte: GIORNALE DI SICILIA

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Precari del pubblico impiego, contratto illegittimo? Il danno è in re ipsa

Precari del pubblico impiego, contratto illegittimo? Il danno è in re ipsa
Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 23.01.2015 n° 1260 (Giuseppe Donato Nuzzo)

Altalex




Se è dimostrato l’utilizzo abusivo del contratto a termine da parte della pubblica amministrazione, il lavoratore ha sempre diritto al risarcimento del danno, senza la necessità di dover fornire una prova rigorosa del pregiudizio subito.
È questo il principio sancito dalla sezione lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza n. 1260 depositata il 23 gennaio 2015. La decisione ribalta l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale è il dipendente a dover fornire la prova puntuale dei danni subiti, anche quando sia accertata la violazione delle norme che limitano il ricorso al lavoro flessibile. Per la sentenza in commento, invece, al lavoratore spetta solo la prova (anche per presunzioni) dell’abuso, mentre il danno è in re ipsa.
La vicenda al vaglio della suprema Corte riguardava una lavoratrice assunta a termine da un ente locale. In giudizio, la dipendente otteneva l’accertamento del carattere illegittimo del contratto di lavoro, ma non anche il diritto al risarcimento, non avendo fornito la prova dei danni patrimoniali e professionali di cui chiedeva ristoro.
La sentenza in commento ribalta questa impostazione facendo leva sull’ordinanza “Papalia” della Corte di Giustizia Europea del 12 dicembre 2013 (causa C-50/13), con la quale è stato affermato che gli Stati membri non possono subordinare il risarcimento del danno del lavoratore a termine nel settore pubblico alla fornitura di una prova eccessivamente difficile.
La Cassazione osserva che “l’art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, nella parte in cui prevede “il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative”, deve essere interpretato – con riferimento a fattispecie diverse da quelle del precariato scolastico – nel senso che lnozione di danno applicabile nella specie deve essere quella di “danno comunitario”.
Il danno deve essere considerato come una sorta di sanzione posta ex lege a carico del datore di lavoro pubblico. In particolare, deve trattarsi “di un risarcimento conforme ai canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione da parte della PA di contratti a termine, configurabile come una sorta di sanzione ex lege a carico del datore di lavoro – che può provare l’esistenza di eventuali ripercussioni negative evitabili dall’interessato che possono essere escluse – mentrel’interessato deve limitarsi a provare l’illegittima stipulazione di più contratti a termine sulla base di esigenze “falsamente indicate come straordinarie e temporanee”.
Pertanto, “salva restando la possibilità per il lavoratore di fare ampio uso della prova presuntiva, è sufficiente che il ricorrente fornisca elementi di fatto idonei a fondare, in termini precisi e concordanti, la presunzione dell’esistenza di una situazione di abusivo ricorso ai contratti a termine in suo danno, spettando alla amministrazione convenuta l’onere di provare l’insussistenza dell’abuso”.
La Corte sottolinea altresì che il ristoro del danno “deve essere completo – sia per quanto riguarda il danno da perdita di lavoro inteso in senso ampio sia per quel che concerne gli aspetti retributivi” e “proporzionato alla singola fattispecie”. A tal fine, “si dovrà, tra l’altro, tenere conto del numero dei contratti a termine, dell’intervallo di tempo intercorrente tra l’uno e l’altro contratto, della durata dei singoli contratti e della complessiva durata del periodo in cui è stata la reiezione. Ma si dovrà anche considerare il principio di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto (…) quale espressione del dovere di solidarietà fondato sull’art. 2 Cost.”.
Per la quantificazione del danno, i giudici di legittimità suggeriscono, in via tendenziale, l’applicazione dei criteri previsti dall’art. 8 della legge n. 604/1966 (da un minimo di 5 ad un massimo di 12 mensilità). Va esclusa invece l’applicazione dei meccanismi forfettari previsti dall’art. 32 della legge n. 183/2010 (c.d. collegato lavoro) e dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, in quanto riguardanti situazioni differenti da quella in esame.
Quest’ultimo passaggio della sentenza, tuttavia, desta qualche perplessità. A parte la scelta del regime forfettario più penalizzante tra quelli citati, l’applicazione dei criteri predetti rischia di negare al lavoratore la possibilità di ottenere un risarcimento “completo” e “proporzionato alla fattispecie”, con una evidente disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati. Infatti, a fronte della medesima condotta illegittima, ai secondi spetterebbe, oltre all’indennità forfettaria, anche la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, mentre ai primi verrebbe riconosciuta la sola indennità.
Un’interpretazione sistematica delle norme, compatibile con l’art. 3 Cost. e col diritto dell’Unione, sembrerebbe suggerire invece l’applicazione dell’istituto generale del risarcimento del danno ex art. 1218 c.c., con condanna della PA al risarcimento pieno, completo e proporzionato, individuato secondo i criteri di cui agli artt. 1223, 1225 e 1227 c.c., che tenga conto di tutti i pregiudizi subiti  e con un effetto dissuasivo equivalente a quello prodotto nel privato dalla sanzione della conversione. 
(Altalex, 11 febbraio 2015. Nota di Giuseppe Donato Nuzzo)


 Fonte: http://www.altalex.com/index.php?idnot=70313

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domenica 22 febbraio 2015

Precari, sindacati all’attacco

Precari, sindacati all’attacco

precari2AMnotizie.it
19 FEBBRAIO 2015 17:44

Le sentenze ci sono e vanno rispettate. Ma nel mondo del precariato siciliano questo non avviene. “La reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi, avvenuta prima del 13 maggio 2011, va sanzionata con la costituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato”, la sentenza madre della Corte di Giustizia Europea parla chiaro. Uniti, i sindacati, tornano a lanciar battaglia. Da una parte la Cgil con il suo slogan: “Stabilizzazione precari ce lo chiede l’Europa” scelto per aprire le assemblee in tutti i luoghi di lavoro per definire le procedure legali. Dall’altra parte, la Cisl pronta a presentare ricorso al giudice competente. Le due organizzazioni sindacali ritengono necessario intraprendere azioni legali per mettere la parola fine ad una vertenza infinita.“E’ arrivato il momento di non stare più con le mani in mano ma di fare qualcosa di veramente concreto per dire basta a questa vergognosa pagina di precariato che da oltre 25 anni condanna nel limbo occupazionale migliaia di lavoratori”. Queste le parole della segretaria generale della Cgil di Messina, Clara Crocè. Per primi ad intraprendere questo percorso, i precari della Provincia regionale della sanità del comprensorio di Milazzo che hanno già incontrato i legali messi a disposizione dalla CGIL. Il Governo regionale – rincara la dose Calogero Emanuele, segretario provinciale della Cisl – si è limitato solo a una proroga per tutto il 2015 e, in attesa dell’approvazione della Finanziaria, a concedere il contributo sino al 30 aprile, senza affrontare concretamente il problema. A questo punto siamo pronti alla presentazione del ricorso al giudice competente. Calogero Emanuele, infine, si rivolge agli amministratori locali: “Serve un patto comune per superare definitivamente la questione, senza fughe in avanti e prese di posizione che hanno solo il sapore elettoralistico”.

 Fonte: http://www.amnotizie.it/2015/02/19/precari-sindacati-allattacco/

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venerdì 20 febbraio 2015

Enti Locali, congelate le assunzioni per il biennio 2015-2016

Enti Locali, congelate le assunzioni per il biennio 2015-2016

Pensioni Oggi

Una norma della legge di stabilità vincola tutta la spesa per le nuove assunzioni del 2015 e 2016 degli enti locali ad assumere solamente ai vincitori dei concorsi e alla sistemazione del personale in sovrannumero delle Province.
Assunzioni a rischio nel prossimo biennio nelle Regioni e negli Enti Locali. E' l'effetto della legge di stabilità 2015 (legge 190/2014) che ha imposto agli enti locali nel 2015 e nel 2016 la possobilità di assumere solo i vincitori dei concorsi conclusi in precedenza e i dipendenti che le province collocheranno in sovrannumero.
Una limitazione che pesa perchè in pratica tutte le facoltà assunzionali degli enti locali per il 2015 e il 2016 devono essere indirizzate, infatti, in favore dei vincitori di concorsi non ancora nominati, ma la cui graduatoria deve essere in vigore al 1° gennaio 2015. Esauriti i vincitori, lo spazio assunzionale che rimane deve essere destinato ad assorbire i dipendenti della Provincia che non hanno trovato posto nell’area vasta o in Regione.
La vicenda. Com'è noto il comma 424 della legge 190/2014 disciplina il ricollocamento del personale in mobilità dalle province presso regioni ed enti locali. La norma dispone che le regioni e gli enti locali, per gli anni 2015 e 2016, destinano le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente, all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti e delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità.
Il regime previsto dalla normativa vigente prevede per gli enti sottoposti al patto di stabilità (articolo 3, comma 5, del d.l. 90/2014) una percentuale di turn over pari al 60% per l'anno 2015 e dell'80% per l'anno 2016. La percentuale è fissata al 100% per gli enti sottoposti al patto la cui spesa di personale in rapporto a quella corrente è pari o inferiore al 25% (articolo 3, 5-quater, del d.l. 90/2014). Quindi la percentuale di turn over legata alle facoltà di assunzioni deve essere destinata in via prioritaria all'immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate al 1° gennaio 2015. Le risorse rimanenti, ovvero quelle derivanti dalle facoltà ad assumere al netto di quelle utilizzate per l'assunzione dei vincitori, devono essere destinate, sommate ai risparmi derivanti dalla restante percentuale di cessazioni (ovvero 40% per il 2015 e 20% per il 2016), ai processi di mobilità del personale soprannumerario degli enti di area vasta.
In sostanza il legislatore vincola gli enti a destinare il 100% del turn over alla mobilità del personale degli enti di area vasta, salvaguardando l'assunzione dei vincitori esclusivamente a valere sulle facoltà ordinarie di assunzione. Vengono altresì salvaguardate le esigenze di incremento di part-time nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 3, comma 101, della legge 244/2007.
Rinvio stabilizzazione dei Precari. L'altro effetto è il rinvio delle stabilizzazioni dei precari: il termine per la conclusione delle relative operazioni, prima scadente il 31 dicembre 2016, viene prorogato a tutto il 2018. In particolare, la disposizione proroga il termine entro il quale le amministrazioni possono (secondo quanto previsto dall’articolo 4, commi 6, 8 e 9, del DL n.101/2013) bandire procedure concorsuali per assunzioni a tempo indeterminato con riserva di posti a favore di titolari di contratti a tempo determinato; prorogare contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti che abbiano maturato almeno 3 anni di servizio alle loro dipendenze; procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori socialmente utili (iscritti in apposito elenco regionale secondo criteri di “priorità”);.


Fonte: http://www.pensionioggi.it/notizie/pubblico-impiego/enti-locali-congelate-le-assunzioni-per-il-biennio-2015-2016-66221#ixzz3SMMflrXS

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COMUNE DI RIBERA 20 02 2015 - Incontro dibattito sul precariato pubblico degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea sui contratti a termine nel pubblico impiego.

FOTO



 

 



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giovedì 19 febbraio 2015

CISL - STABILIZZAZIONE PRECARI,LA CISL FUNZIONE PUBBLICA ATTIVA LE PROCEDURE A TUTELA DEGLI OLTRE TREMILA LAVORATORI DELLA PROVINCIA DI MESSINA

2015-02-18 17:38:17
USR Cisl Sicilia
STABILIZZAZIONE PRECARI,LA CISL FUNZIONE PUBBLICA ATTIVA LE PROCEDURE A TUTELA DEGLI OLTRE TREMILA LAVORATORI DELLA PROVINCIA DI MESSINA
CALOGERO EMANUELE: LE AMMINISTRAZIONI LOCALI E I GOVERNI REGIONALE E NAZIONALE ASSUMANO CIASCUNO LE PROPRIE RESPONSABILITA'

NotizieOltre tremila precari della Pubblica Amministrazione della provincia di Messina pronti rivolgersi al giudice per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. La Cisl Funzione Pubblica di Messina passa alla seconda fase dopo l’attivazione delle procedure che si sono susseguiti dal mese di dicembre e che dovevano servire da pungolo al Governo regionale per risolvere definitivamente la questione legata alla stabilizzazione dei precari e quindi approvare una norma straordinaria che superasse i vincoli normativi e finanziari attuali.
“Il Governo regionale – spiega Calogero Emanuele, segretario provinciale della Funzione Pubblica cislina - si è limitato solo a una proroga per tutto il 2015 e, in attesa dell’approvazione della Finanziaria, a concedere il contributo sino al 30 aprile, senza affrontare concretamente il problema. A questo punto siamo pronti alla presentazione del ricorso al giudice competente. Comprendiamo, comunque, la complessità e la delicatezza della problematica dal punto di vista giuridico e amministrativo”.
La convinzione dei legali della Cisl Funzione Pubblica è quella che, nel caso dei precari siciliani, ricorrano tutte le condizioni in quanto sono stati e vengono utilizzati per sopperire alle carenze di organico e per sostituire personale in quiescenza.
“Già nei prossimi giorni – continua Emanuele - saranno presentati i ricorsi al Giudice competente perché i contratti individuali di ciascun lavoratore sono la prova inconfutabile in quanto dimostrano che i 36 mesi necessari per la trasformazione del contatto a tempo indeterminato sono stati abbondantemente superati, come previsto dalla normativa e dalla varie sentenze emesse e soprattutto dalla Sentenza madre della Corte di Giustizia Europea. Siamo consapevoli che dovranno essere valutati caso per caso, a seconda delle scadenze delle varie annualità e della tipologia di contratto, ma sino ad ora gli enti si sono avvalsi delle professionalità dei lavoratori per assicurare servizi e sopperire a vuoti di organico”.
Calogero Emanuele, infine, si rivolge agli amministratori locali. “Devono riflettere e sicuramente se ne devono fare carico in maniera concreta, mettendo in mora i Governi regionale e nazionale per chiamarli alla corresponsabilità per le inadempienze perpetrate in questi anni che hanno lasciato nel limbo questi lavoratori. Serve un patto comune per superare definitivamente la questione, senza fughe in avanti e prese di posizione che hanno solo il sapore elettoralistico”.

Fonte: http://www.cislsicilia.it/Notizie/2015/02/18/44126/STABILIZZAZIONE-PRECARILA-CISL-FUNZIONE-PUBBLICA-ATTIVA-LE-PROCEDURE-A-TUTELA-DEGLI-OLTRE-TREMILA-LAVORATORI-DELLA-PROVINCIA-DI-MESSINA

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