giovedì 11 febbraio 2016

109 - Precari, un abuso di Stato

REGIONE. Il rapporto di lavoro a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione siciliana precarizzato da 27 anni.

Le nuove disposizioni di legge e gli effetti dirompenti della sentenza Mascolo, impongono una immediata
capacità di affrontare con serietà il complesso fenomeno con una riforma organica e definitiva. La questione concorsi.

https://drive.google.com/file/d/0B8foPgt9vhLQaTduMjc3aXNNMTQ/view?usp=sharing



Fonte: 109



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mercoledì 10 febbraio 2016

Tavola rotonda sul contratto a termine PA, cassazione 14 giugno 2012





Dalla Tavola rotonda del 14 giugno 2012 promossa dall'Agi Associazione giuslavoristi italiani  da Magistratura democratica e la Rivista giuridica del lavoro era noto a tutti gli addetti ai lavori- giudici avvocati professori giurisprudenza e dottrina - l'abuso di Stato nei rapporti di lavoro precario in tutta la Pa.

C'è voluta la sentenza Mascolo della Cgue del 26 novembre 2014 per dimostrare che la Legislazione italiana che disciplina il contratto di lavoro a tempo determinato nel pubblico impiego è illegittima e non conforme alla normativa comunitaria vigente negli Stati membri dell'Unione europea.

In Sicilia invece con la complicità del Legislatore regionale che continua ancora a non affrontare in maniera organica il fenomeno del precariato pubblico siciliano si sta consumando il più gigantesco abuso di Stato generato dall'utilizzo dei rapporti di lavoro precario negli Enti Locali ed Istituzionali della Regione.

Dott. Gaetano Aiello

martedì 9 febbraio 2016

Fissata per il 17 maggio l’udienza della Consulta sull’assunzione di 200mila precari abilitati

 Fissata per il 17 maggio l’udienza della Consulta sull’assunzione di 200mila precari abilitati



Anief - Oggi la Corte Costituzionale ha fissato per il 17 maggio 2016 l’udienza che darà una risposta alla sentenza emessa lo scorso 26 novembre dalla Corte di Giustizia di Lussemburgo per mettere la parola fine al precariato nel nostro Paese:

si tratta di un appuntamento molto atteso, perché solo nelle graduatorie della scuola sono collocati, a vario titolo, circa 350mila supplenti. Tra costoro, in particolare, sono fortemente interessati al parere della Consulta, oltre la metà: i 55mila diplomati magistrali, tutti i circa 20mila abilitati con Tfa e 60mila Pas, più diverse migliaia di abilitati con i corsi di Scienze della formazione primaria dopo il 2011.

Si tratta, in pratica, di tutti gli oltre 100mila abilitati collocati nella seconda fascia delle graduatorie d’Istituto, lasciati illegittimamente fuori della GaE e dal piano straordinario di assunzioni della Buona Scuola e rimasti anche in molti casi senza supplenza annuale perché il Miur non ha realizzato una seria ricognizione dei posti in organico di diritto e di quelli sino al 30 giugno. A cui si aggiungono circa 70mila docenti precari rimasti nelle graduatorie ad esaurimento: sono soprattutto coloro che hanno rifiutato l’assunzione-deportazione e i 30mila della scuola dell’infanzia non compresi nelle fasi finali di assunzioni.

Ma all’udienza del prossimo 17 maggio sono pure interessati i 55mila precari che verranno immessi in ruolo con la Fase C del potenziamento delle scuola, i quali tra l’altro non sanno ancora cosa andranno a fare e ad insegnare: perché essendo un’individuazione solo di tipo giuridico, la loro nomina verrà posticipata di un anno, a settembre 2016, mentre doveva e poteva essere attuata molto prima. Inoltre, ci sono tutti gli assunti della fase B e C della riforma, almeno 10mila docenti, costretti sotto ricatto a sottoscrivere l’immissione in ruolo a centinaia di chilometri da casa: per costoro, il sindacato ha già predisposto un ricorso specifico, che verrà presentato a fine mese nel corso della Conferenza organizzativa dei legali organizzata dall’Anief. L’intenzione è dare loro una seria opportunità di essere collocati dal Miur nella medesima provincia dove per anni hanno operato come docenti precari.

“Il parere della Consulta – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – diventerà anche e soprattutto determinante per l’esito di migliaia di ricorsi pendenti nei tribunali: l’attesa, più che per i risarcimenti adeguati, sempre più spesso considerati favorevolmente dai giudici, riguarda soprattutto il nodo della stabilizzazione di tutti coloro che, non solo nella scuola ma in tutto il pubblico impiego, hanno operato nello Stato anche non continuativamente per almeno 36 mesi, con i titoli richiesti, su posti vacanti”.

“L’espressione della Corte Costituzione – continua il presidente Anief – diventa quindi l’ultimo anello per completare quel processo di avvicinamento alla normativa europea sul diritto al lavoro e sulla lotta al precariato reiterato negli anni. E avrà effetti diretti pure sulla concessione, anche questa già sufficientemente consolidata, degli scatti di anzianità comprensivi del periodo di precariato, del pagamento dei mesi estivi e di tutte quelle indennità che vengono negati ai supplenti in mancanza di ragioni sostitutive”.

Anief ricorda che continua ad informare periodicamente la Commissione Europea di questo stato di cose e a permettere di avviare i ricorsi per la stabilizzazione di tutti coloro che hanno svolto oltre 36 mesi su posto vacante. Come è in procinto di depositare al Tar i ricorsi dei 9mila docenti esclusi illegittimamente dal piano di assunzioni e di difendere tutti coloro che sono stati danneggiati dalla riforma 107/15. Per tutte le altre richieste di impugnazione, infine, basta andare sul sito Anief e cliccare sulla “Iscrizione Ricorsi”


 Fonte: http://rsueuropawoolf.forumfree.it/?t=71524817

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Il tribunale di Tolmezzo condanna il Miur a pagare le differenze retributive a un insegnante con 26 contratti a termine sulle spalle

Scuola, sentenza a favore dei prof precari. “Monetizzare reiterazione dei contratti”

Scuola, sentenza a favore dei prof precari. “Monetizzare reiterazione dei contratti”Si apre così una speranza per i precari che hanno presentato ricorso. Possibile un risarcimento di 30 mila euro per chi si presenterà davanti ad un tribunale
Il fatto quotidiano
di  | 8 febbraio 2016

I precari della scuola hanno diritto alla ricostruzione della carriera e ad essere equiparati ai loro colleghi a tempo indeterminato. La sentenza arriva dal tribunale di Tolmezzo ed è stata resa nota dallo studio legale Santi Delia che ha seguito il caso di un docente di terza fascia che dal 2008 ha lavorato per il ministero dell’Istruzione firmando 26 contratti di lavoro a tempo determinato tra cui anche un servizio in un ateneo.
“Si tratta di una svolta – spiega l’avvocato Santi Delia – questa sentenza dice che se hai fatto più di tre anni di servizio entro il 2011 hai diritto al risarcimento dal ministero. Finora la Corte di Giustizia Europea aveva fatto distinzione tra organico di diritto e di fatto mentre il tribunale di Tolmezzo afferma la parità. Oltre al risarcimento del danno viene data anche la ricostruzione di carriera: questo significa che il Miur deve riconoscere anche l’anzianità che si è maturata nel corso dei diversi contratti”.
Tradotto in moneta: circa 30 mila euro che andranno ad ogni precario che si presenterà davanti ad un tribunale. “Questa decisione del giudice di Tolmezzo – continua il legale – fa scuola. La prossima tappa è attendere a maggio la Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi ma nel frattempo questo principio derivante dal tribunale della provincia di Udine è importante per le altre migliaia di precari che hanno presentato ricorso”.
Il giudice Luongo, con 35 pagine, motiva la decisione in maniera accurata e boccia le giustificazioni del Miur che si è opposto al docente: “Il Ministero convenuto si è limitato a dedurre, in pratica, la novità di ogni singolo rapporto rispetto al precedente, la necessità di garantire la continuità del servizio scolastico, l’imprevedibilità delle esigenze sostitutive, introducendo così ragioni astrattamente ed eventualmente invocabili per sostenere la legittimità del ricorso da parte dell’amministrazione alle assunzioni a tempo determinato ma senza alcuna correlazione logica con la negazione della progressione retributiva in funzione dell’anzianità di servizio maturata; negazione, questa, che invece risponde unicamente ad una finalità di risparmio di spesa pubblica”.
Il tribunale, quindi, condanna il Miur a pagare al ricorrente oltre “il danno comunitario” per l’indebita reiterazione dei contratti a termini, anche le differenze retributive dovute in ragione del riconoscimento del diritto alla stessa progressione stipendiale spettante ai docenti di ruolo. Luongo ha dato così una risposta al possibile contrasto tra la Corte Europea e la normativa italiana sulle supplenze scolastiche che dall’altro canto – com’è scritto nella sentenza – “il giudice nazionale è comunque chiamato a valutare in concreto”. Si apre così una speranza per i precari che hanno presentato ricorso: dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea dello scorso novembre 2014 con cui era stato censurato lo Stato italiano per l’abuso dei contratti a termine, tutti attendono la conferma di tale giudizio anche da parte della Corte Costituzionale italiana.


 Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/08/scuola-sentenza-a-favore-dei-prof-precari-monetizzare-reiterazione-dei-contratti/2440819/

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domenica 7 febbraio 2016

L'ABUSO DA PRECARIATO PUBBLICO: IL CASO SICILIA





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venerdì 5 febbraio 2016

ARS - VIDEO - II Commissione - Seduta del 03/02/2016 - I Parte

https://www.youtube.com/watch?v=MEkvi5pGnvg

La prova di come non si vuole affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano affinché tutti gli interessati in modo oggettivo si rendano conto come vengono considerati dal Legislatore regionale. 

Fonte:
sito https://www.youtube.com/user/arswebtv/videos
video https://www.youtube.com/watch?v=MEkvi5pGnvg

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DOTT. GAETANO AIELLO - COMUNICATO STAMPA SU SENTENZA DEL TRIBUNALE DI MARSALA DEL 29 01 2016



https://drive.google.com/file/d/0B8foPgt9vhLQcjhzY2RtYmRHUnc/view?usp=sharing


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TRIBUNALE DI MARSALA - SENTENZA DEL 29/01/2016, GIUDICE CATERINA GRECO



https://drive.google.com/file/d/0B8foPgt9vhLQbHRKLWpsdHhHQUk/view?usp=sharing





Fonte: Tribunale di Marsala

Correlate:

DOTT. GAETANO AIELLO - COMUNICATO STAMPA SU SENTENZA DEL TRIBUNALE DI MARSALA DEL 29 02 2016




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giovedì 28 gennaio 2016

AGRIGENTO. IL VICE PRESIDENTE ARS VENTURINO INCONTRA I PRECARI STORICI DEGLI ENTI LOCALI.







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venerdì 22 gennaio 2016

Centonove - Precari, la legge beffa. L’esperto su lavoro e precariato in Sicilia, punta il dito contro la violazione costante delle prescrizioni della Legislazione comunitaria. «I lavoratori continueranno a essere ostaggio dei capricci della politica»





Fonte: Centonove



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