lunedì 9 luglio 2018

ASAEL - VIDEO. Il fenomeno del precariato pubblico siciliano degli ultimi 30 anni necessita urgentemente di una soluzione concreta organica strutturale e definitiva.


Video versione integrale


Dott. Claudio Antonelli
– Referente per la formazione decentrata di Palermo e
giudice della Corte di Appello di Palermo – Sezione
Lavoro.


Avv. Sergio Galleano - del Foro di Milano:
“Precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana: ad un passo dalla stabilizzazione?”



Prof. Avv. Giorgio Fontana
– Docente Università degli Studi di Reggio Calabria:
“Le procedure di stabilizzazione dei lavoratori
precari: i problemi irrisolti.”



Dott. Gaetano Aiello
- Esperto in materia di Pubblica Amministrazione, pubblico impiego e studioso del fenomeno del precariato pubblico siciliano: “L’applicazione del Decreto Madia nella legislazione siciliana dei contratti a termine degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione”.



Avv. Vincenzo De Michele – del Foro di Foggia:
“Le questioni pendenti in Corte di Giustizia sul precariato pubblico italiano”.






A questa prospettiva cerca di dare una risposta il Convegno del 6 luglio 2018 organizzato dall'Asael con il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo in collaborazione all'Agi (Associazione giuslavoristi italiani ) l'Ordine degli avvocati di Palermo e l'Anief.

Il Convegno vuole essere un momento di studio e di confronto, in particolare con gli amministratori locali, per evidenziare le tante criticità della legislazione siciliana vigente in materia di contratti a termine e procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari e sulle possibili conseguenze giurisdizionali per gli Enti Locali siciliani senza possibili soluzioni organiche e strutturali.

Dopo 30 anni di abuso di Stato è arrivato il momento di affrontare il problema di petto senza infingimenti ma soltanto adottando soluzioni legislative concrete organiche e strutturali soprattutto dal punto di vista del cofinanziamento ordinario delle procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari nella Pa siciliana. 

L'invito che faccio a tutti i dipendenti pubblici precari siciliani è quello di partecipare attivamente al Convegno per farsi un opinione completa della situazione reale sul fenomeno del precariato pubblico siciliano.
Dott. Gaetano Aiello



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venerdì 29 giugno 2018

Gli effetti del Decreto Dignità sui contratti a termine negli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana.

Gli interventi dell'art 1 del Decreto Legge "Decreto Dignità " sui contratti a termine introducendo la causale di esigenze temporanee ed oggettive quindi estranee alle attività ordinare della Pa produrrà inevitabilmente pesantissime conseguenze per le eventuali proroghe dei contratti a termine negli Enti Locali siciliani. 

Questo soprattutto dopo l'entrata in vigore dell'art 50 del Ccnl Funzioni Locali del 21 maggio 2018.
Pertanto questo non sembra preoccupare più di tanto le Amministrazioni locali che sono alle prese con gli avvii delle procedure di stabilizzazione ai sensi dell'art 26 della Legge Regionale 8 maggio 2018 n 8.

Speriamo che presto si rendano conto che la linea da seguire è solo ed esclusivamente quella dettata dall'art 20 del Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n 75 (Decreto Madia ), senza tener conto della legislazione siciliana vigente in quanto illegittima e difforme alla normativa comunitaria e nazionale vigenti in materia di contratti a termine nella Pa. 

È giunta l'ora che i dipendenti pubblici precari siciliani impongano con una seria difesa del lavoro la soluzione migliore che affronti in modo organico strutturale sistemico e definitivo il fenomeno del precariato pubblico siciliano dopo 30 anni. 

Il Convegno del 6 luglio organizzato dall'Asael con il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo in collaborazione all'Agi all'Ordine degli avvocati di Palermo e l'Anief vuole essere un momento di studio di confronto e di possibili soluzioni definitive al fenomeno del precariato pubblico siciliano.
Dott. Gaetano Aiello







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ASAEL - Il fenomeno del precariato pubblico siciliano degli ultimi 30 anni necessita urgentemente di una soluzione concreta organica strutturale e definitiva.




A questa prospettiva cerca di dare una risposta il Convegno del 6 luglio 2018 organizzato dall'Asael con il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo in collaborazione all'Agi (Associazione giuslavoristi italiani ) l'Ordine degli avvocati di Palermo e l'Anief.

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Dopo 30 anni di abuso di Stato è arrivato il momento di affrontare il problema di petto senza infingimenti ma soltanto adottando soluzioni legislative concrete organiche e strutturali soprattutto dal punto di vista del cofinanziamento ordinario delle procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari nella Pa siciliana. 

L'invito che faccio a tutti i dipendenti pubblici precari siciliani è quello di partecipare attivamente al Convegno per farsi un opinione completa della situazione reale sul fenomeno del precariato pubblico siciliano.
Dott. Gaetano Aiello



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venerdì 1 giugno 2018

Il Parlamento europeo interviene pesantemente sulla legislazione degli Stati membri in materia di contratti a termine.

Ecco la risoluzione del Parlamento europeo che avrà effetto sulle normative nazionali in materia di contratti a termine abusi e tutele effettive. 
Importanti i punti dal 15 al 22 della Risoluzione che avranno in futuro un effetto devastante sul precariato pubblico siciliano soprattutto per coloro che hanno attivato le tutele contro gli abusi subiti da 30 anni. 
Questa è la via indiretta alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari negli Enti Locali siciliani. 
Non solo ma sarà la testa d'ariete per scardinare l'illegittima e difforme legislazione siciliana vigente in materia di contratti a termine nella Pa siciliana.

Il punto 22 della Risoluzione approvata in Adunanza Plenaria dal Parlamento europeo mette una volta per tutte una pietra tombale nei confronti dei lavoratori precari siciliani che a difesa dei loro diritti attivano il contenzioso e vincono le cause e per questo vengono minacciati di licenziamento dalle Amministrazioni pubbliche. È quanto successo al Comune di Mazara del Vallo ai 38 eroici dipendenti precari siciliani, che portatori di una sentenza di condanna del Comune alla liquidazione di 12 mensilità, ai quali non è stato prorogato il contratto a termine fino al 31 dicembre 2018.
Pertanto, grazie alla difesa del lavoro sono stati successivamente reintegrati nel proprio posto di lavoro in quanto la mancata proroga dei contatti a termine rispetto agli altri dipendenti precari non portatori di sentenza ha evidenti aspetti ritorsivi
Grazie agli eroici precari del Comune mazarese adesso i 22178 dipendenti precari siciliani non saranno più sotto il ricatto delle proroghe dei contratti a termine in Sicilia.

Infine, al di là della Risoluzione oggi appare non più rinviabile un chiaro forte organico e strutturale intervento legislativo per evitare di continuare a perpetrare il più gigantesco abuso di Stato mai realizzato nella Pa italiana in Sicilia con la reiterazione dei contratti a termine negli Enti Locali siciliani.

Dott. Gaetano Aiello




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lunedì 28 maggio 2018

La difesa dei diritti dei dipendenti precari degli Enti Locali. Difendersi il lavoro è fondamentale per non perdere il lavoro.

I diritti dei dipendenti pubblici precari degli Enti Locali siciliani secondo la legislazione vigente dopo gli irresponsabili interventi legislativi della Regione. 

In materia di contratti a termine negli Enti Locali siciliani, occorre chiarire una volta per tutte, la questione relativa alla legislazione vigente, soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’art 26 della Legge Regionale 8 maggio 2018 n. 8 (Legge di stabilità regionale 2018). Cerchiamo, quindi, di inquadrare il fenomeno del precariato pubblico siciliano per quanto concerne i diritti dei dipendenti pubblici precari, quando il ricorso alle continue proroghe dei contratti a termine diventa abusivo e che risarcimento spetta ai dipendenti precari, vittime della illegittima precarizzazione del proprio posto di lavoro. 

Vediamo, se alla luce delle suddette considerazioni, al dipendente pubblico precario siciliano conviene di più accettare le continue proroghe al proprio contratto a termine, disposte dalla illegittima legislazione siciliana, e subire supinamente la propria condizione di precariato senza reagire e senza chiedere il risarcimento del danno che gli spetterebbe di diritto, dopo il superamento di 36 mesi di rapporto di lavoro precario nella Pa. 

La vita dei dipendenti pubblici precari siciliani non è affatto semplice, poiché non può essere affrontata con progettualità, non si possono fare programmi per il futuro. Si vive perennemente da 30 anni in uno stato di incertezza cronica, accompagnata dalla paura, dal terrore che un domani non si riuscirà ad arrivare a fine mese e che l’ennesima proroga del proprio contratto a termine, concessa dalla illegittima legislazione siciliana, sia sempre l’ultima, con conseguente perdita del posto di lavoro pubblico. 

Questa è la vera e propria piaga sociale che nella Regione Siciliana si identifica con il ricorso abusivo ai contratti a termine negli Enti Locali ed Istituzionali e della stessa Regione, che condanna migliaia di dipendenti pubblici ad una vita di eterno precariato. 

La verità, di questo evidente stato di sfruttamento pubblico, è che per gli Enti Locali e i datori di lavoro pubblici, i contratti di lavoro a termine restano più convenienti di quelli a tempo indeterminato e/o strutturati. In altre parole, i dipendenti precari, a parità di mansioni svolte, costano molto meno dei dipendenti di ruolo. 

Per questi motivi, è utile che i dipendenti precari siciliani, che lavorano in quasi tutte le PPAA regionali conoscano bene i loro diritti. Forse non tutti sanno che il contratto a termine nella Pa, nasce dalla volontà del Legislatore statale di sopperire ad esigenze organizzative temporanee e costituisce un eccezione alla regola (cioè l’assunzione con contratto a tempo indeterminato). Per questo motivo, la stipula di contratti a termine deve essere soggetta a dei limiti, superati i quali si determina un abuso che, in quanto tale, deve essere sanzionato. Più precisamente, il datore di lavoro pubblico non può ricorrere al rinnovo dei contratti a tempo determinato per oltre 36 mesi anche non continuativi (in Sicilia limite superato in modo difforme ed illegittimo ai sensi della legislazione vigente con l’art 77 della Legge Regionale 28 dicembre 2004 n. 17, che mantiene ancora il regime transitorio dei LSU). Questa anomalia tutta siciliana ha creato per il dipendente pubblico a termine una situazione di precariato, vietata non solo dalla legge italiana, ma anche e soprattutto da quella comunitaria, che disciplina negli Stati membri dell’Unione europea i contratti a tempo determinato. 

Pertanto, ai sensi della legislazione vigente, la durata massima di un contratto a tempo determinato non può essere superiore a 36 mesi. Ne consegue che un contratto a termine dopo 3 anni non può essere rinnovato e se invece la durata del contratto è inferiore ai 3 anni, il contratto a termine può essere rinnovato, ma per un numero massimo di 5 volte. Alla sesta proroga scatteranno in automatico le sanzioni per il datore di lavoro pubblico ed il diritto al risarcimento del danno per i dipendenti precari abusati. La Regione Siciliana non è immune da queste regole ed i contratti a termine degli Enti Locali e delle PPAA siciliane sono soggetti a tali regole. 

Gli Enti locali siciliani, adesso che è entrato in vigore il Ccnl del Comparto Funzioni Locali del 21 maggio 2018, saranno obbligati, nella gestione dei rapporti di lavoro precari, ad applicare l’art 50 in materia di contratto di lavoro a tempo determinato. A tal fine, gli Enti Locali, potranno stipulare contratti a termine, nel rispetto dell’art 36 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e in quanto compatibili, degli artt 19 e seguenti del Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 81 (Job Act), nonché dei vincoli finanziari e di bilancio previsti dalle disposizioni legislative vigenti in materia di finanza pubblica. I contratti a termine avranno la durata massima di 36 mesi e tra un contratto e quello successivo sarà previsto un intervallo di almeno 10 giorni, dalla data di scadenza di un contratto a termine di durata fino a 6 mesi ovvero almeno 20 giorni, dalla data di scadenza di un contratto a termine di durata superiore a 6 mesi. Il numero massimo dei contratti a termine non può superare il tetto annuale del 20% del personale di ruolo in servizio al 1 gennaio dell’anno di assunzione del personale precario. Ai sensi dell’art 19, comma 2, del Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 81, nel caso di rapporti di lavoro a termine tra lo stesso datore di lavoro pubblico e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti a termine, riguardanti lo svolgimento di mansioni della medesima categoria, sarà possibile derogare alla durata massima dei 36 mesi. Tale deroga non potrà superare i 12 mesi e potrà essere attuata esclusivamente nel caso specifico delle proroghe di contratti a termine finalizzate alla stabilizzazione di tali rapporti di lavoro precari. 

Il diritto al risarcimento del danno per i dipendenti precari pubblici siciliani. 

I dipendenti precari degli Enti Locali cui sia stato rinnovato per oltre 36 mesi il contratto a termine hanno diritto al risarcimento del danno. Danno che deriva dalla evidente circostanza che in questi casi i dipendenti precari, vincolate dalle continue proroghe previste dalla illegittima e difforme legislazione siciliana, restano prigionieri dei contratti a termine, finendo con l’essere condannati a vivere una situazione di eterna precarietà, alla quale non sarebbero stati assoggettati laddove, alla normale conclusione del rapporto di lavoro potrebbero cercare impiego altrove. Sulla questione la Corte di cassazione con sentenza SS. UU. 15 marzo 2016 n. 5072, ha previsto, in caso di reiterazione abusiva di contratti a termine nella Pa, un’indennità forfettaria, di cui all’art 32, comma 5, della Legge 4 novembre 2010 n. 183, nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità della retribuzione globale di fatto (nel caso dei precari siciliani spetterebbero 12 mensilità per la durata massima dei contratti a termine), unitamente al danno derivante da perdita di chances. La perdita di chance è conseguente alla sola dimostrazione presuntiva dalla perdita della mera possibilità di conseguire un vantaggio, ovvero la possibilità per il lavoratore a termine di partecipare ad una procedura concorsuale e/o selettiva, per il posto di lavoro comunque ricoperto a termine oltre 36 mesi, (negli Enti Locali siciliani ai sensi di una procedura di assunzione a termine prevista per legge), in maniera tale da provare la sussistenza della presunzione che, qualora un concorso fosse stato espletato in modo regolare dall’Ente, egli lo avrebbe superato. 

A proposito di perdita di chances, gli Enti Locali dimenticano che in Sicilia i dipendenti precari sono stati assunti a termine ai sensi di una graduatoria prevista per legge, a seguito di una selezione e nel pieno rispetto dell’art 97, comma 4, della Costituzione. 

Inoltre, la Cgue con la sentenza dell’8 marzo 2018, onera il giudice di merito di verificare se per quanto concerne il ricorso abusivo ai contratti a termine, possano essere comminate sanzioni nei confronti della Pa, dei funzionari e dei dirigenti, per rendere dissuasiva ed effettiva la sanzione. A tal fine, secondo voi, quanti saranno i funzionari e/o i dirigenti degli Enti Locali che rinnoveranno i contratti a termine o semplicemente li prorogheranno in modo illegittimo, in quanto non finalizzati alla stabilizzazione, come prevedono le disposizioni legislative vigenti, visto che lo Stato italiano, tramite la memoria dell’Avvocatura generale dello Stato, ha reso noto che i danni per utilizzo abusivo di contratti precari saranno a loro carico? 

Conclusioni 

Ciò posto, è bene conoscere quali sono i rischi che corrono i dipendenti precari siciliani dei Comuni, se continuano ad accettare supinamente la continue proroghe illegittime al proprio rapporto di lavoro. Ebbene, il rischio per coloro che accettano più proroghe del proprio contratto a termine è di arrivare all’ultima e trovarsi di fronte all’assunzione a tempo indeterminato di un'altra risorsa esterna. Mi pare che questo negli ultimi anni sia accaduto in diverse realtà locali isolane. 

Oggi che la scadenza di un contratto di lavoro a termine anche nella Pa, dopo l’entrata in vigore del job act, viene considerata tra le ipotesi di perdita involontaria dell’occupazione, e costituisce un requisito per ottenere l’indennità di disoccupazione Naspi. Restare intrappolati nella rete dei contratti a termine degli Enti Locali siciliani è rischioso, visto che le Amministrazioni difficilmente potranno bandire le selezioni ai fini della stabilizzazione di tutti i precari pubblici. Non a caso, infatti, nel calcolo del risarcimento del danno per la reiterazione dei contratti, si dovrà necessariamente tenere conto del danno procurato per la perdita di chanche lavorativa. 

I dipendenti precari siciliani, oggi sono arrivati ad una svolta. Accettare supinamente la propria condizione di illegittimo precariato, oppure far valere i propri diritti, chiedendo il risarcimento del danno in massa per l’illegittimità degli abusi subiti da 30 anni. Dall’enorme massa finanziaria del risarcimento dei danni (3 miliardi di euro) non può che arrivare la stabilizzazione del precariato pubblico siciliano, che il Legislatore siciliano, affronterà seriamente soltanto se costretto dalla mole dei risarcimento dei danni effettivi. 

Dott. Gaetano Aiello 



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giovedì 5 aprile 2018

Dopo il Decreto Madia la proroga dei contratti a termine è legittima solo se legata alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari della Pubblica Amministrazione.

La sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Marsala, rappresenta un aspetto fondamentale, in materia di contratti a termine, proroga e stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari nella Pa. 
Nella sentenza il mancato rinnovo del contratto a termine fino al 31 dicembre 2018, appare secondo il giudice, una sostanziale interruzione del rapporto di lavoro precario. 
Questo perché l'illegittimità del rinnovo dei contratti a termine, come aveva già  stabilito  la Corte di appello di Palermo, era dovuta al l'assenza di ragioni oggettive e temporanee dei rapporti di lavoro precari, nelle pubbliche amministrazioni siciliane, reiterati da parecchi anni.  
A tal fine, la mancata proroga dei contatti a termine, oggetto di contenziosi del lavoro di alcuni dipendenti precari ha creato una discriminazione tra dipendenti precari in contenzioso e dipendenti non in contenzioso, soprattutto alla luce della stabilizzazione prevista dalle procedure, di cui all'art 20, del Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n 75.

Infatti la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari e la necessità di dare agli Enti la possibilità di continuare ad assicurare i servizi espletati dagli stessi dipendenti precari, costituisce l'unica ragione oggettiva per poter prorogare i contratti dal 1 gennaio 2018, che mette a riparo le Amministrazioni da possibili future rivendicazioni circa l'illegittimità della proroga  fino al 31 dicembre 2018, se finalizzata alla stabilizzazione dei contratti  a termine. 
A tal fine il  principio fondamentale, che si desume dalla sentenza, è che non ci può essere proroga legittima senza stabilizzazione e che, ai sensi di quanto dispone l'art 20 commi 6 e 8 del Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n 75, anche nella Pa siciliana le proroghe dei contratti a termine dal 1 gennaio 2014 sono legittime soltanto se legate ai piani triennali dei fabbisogni di personale ed alle procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti precari, in possesso dei requisiti di legge. 
Dott.  Gaetano Aiello




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martedì 6 marzo 2018

La stabilizzazione dei rapporti di lavoro flessibili nella Pa siciliana : il dilemma delle assunzioni a termine dei precari siciliani.

Il Decreto Madia in salsa siciliana.

Buongiorno a tutti i dipendenti precari siciliani! Senza giri di parole, diciamo  chiaramente che la maggior parte delle proroghe e/o rinnovi e/o prosecuzione (come li chiamano in Sicilia ) dei contratti a termine sono "illegittime", in quanto sono state adottate dagli Enti, in violazione del comma 8 dell'art 20, del Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n 75 (Decreto Madia )
Per legge si prorogano solo i contratti a termine (anche fino al 2020) oggetto di procedure di stabilizzazione, ai sensi dell'art 20, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni 2018-2020 e con l'indicazione della relativa copertura finanziaria certificata dagli organi di controllo  interno (Revisori dei conti ).

Pertanto vorrei sottolineare (per coloro che ancora non hanno  chiara la legislazione dei contratti a termine vigente in tutti i Paesi membri dell'Unione europea ovviamente Sicilia compresa) che l'art 3 della Legge Regionale 29 dicembre 2016 n 27, non può, ne potrebbe,  in alcun modo derogare la legislazione nazionale vigente in materia di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari e/o  flessibili. 

In materia di procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari in relazione ai commi 1 e 2 dell'art 20,  è fondamentale per gli Enti seguire la Circolare esplicativa del DFP e le indicazioni della legislazione regionale di assunzione a termine.

Comma 1. In questo caso gli Enti, nell'applicazione della legislazione vigente, devono soltanto verificare se le assunzioni a termine presso la Pa, siano state adottate con procedure concorsuali ovvero di specifiche disposizioni di leggi speciali.

Nel caso specifico del precariato pubblico siciliano, bisogna verificare se l'assunzione a termine sia avvenuta attingendo da una graduatoria di merito e di cui all'art 12 comma 2 della Legge Regionale 21 dicembre 1995 n 85, all' art 2 commi 3, 4 , 5 e 8 della Legge Regionale 31 marzo 2001 n 2, agli artt 4 e 8 della Legge Regionale 14 aprile 2006 n 16 e dell'art 25 commi 1 e 2 della Legge Regionale 29 dicembre 2003 n 21 (la legislazione regionale di assunzione a termine nella Pa siciliana che giustifica le forme flessibili di assunzione con procedure concorsuali previste da una disposizione legislativa speciale - Lex Specialis ).

Accertato che le assunzioni a termine, per l'espletamento delle mansioni e i profili professionali,  inerenti le categorie A, B, C e D, siano avvenute con procedure di legge già adottate da tutti gli Enti, si potrà dopo procedere alla valorizzazione delle professionalità acquisite dal personale precario, in possesso dei requisiti di legge, in coerenza con il piano triennale del fabbisogno di personale 2018-2020 e con l'indicazione della relativa copertura finanziaria certificata dagli organi di controllo interno;

Comma 2. In questo caso se l'assunzione a termine non è avvenuta con procedure concorsuali, ovvero con specifiche disposizioni speciali di legge previste per assunzioni a termine e per l'espletamento di mansioni e funzioni istituzionali relative alle categorie A,  B, C e D, allora, in tal caso, gli Enti potranno bandire dei concorsi riservati in misura non superiore al 50 % dei posti disponibili, con il restante 50% da assegnare all'esterno, ovviamente il tutto in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni del personale 2018-2020 e con l'intera copertura finanziaria per il 100% dei posti certificata dagli organi di controllo  interno. 
In riferimento alle disposizioni legislative ed esplicative oggi assistiamo a comportamenti difformi tra Enti e contra legem,  in materia di contratti a termine,  proroga e /o rinnovo e procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari nella Pa, ai sensi della legislazione nazionale vigente. 
Speriamo che i dipendenti precari siciliani si difendano di fronte ad una legge che non fa altro che valorizzare l'esperienza professionale acquisita in 30 anni di Pubblica Amministrazione.
Esperienza professionale prevista da tutte le norme di assunzione a termine, espletata in mansioni e profili professionali che parecchi Enti non vogliono proprio valorizzare ai sensi di quanto dispone la normativa vigente per il superamento del precariato pubblico siciliano nel triennio 2018 -2020.

Bisogna smetterla di non considerare l'esperienza professionale dei dipendenti pubblici precari siciliani ai fini della loro stabilizzazione ai sensi del Decreto Madia. 
Diversamente dovrebbero essere gli Enti a dimostrare come è avvenuta l'assunzione a termine per l'espletamento di attività istituzionali inerenti tutte le categorie e profili professionali appartamenti al sistema di classificazione del personale applicato a tutti i dipendenti precari siciliani.

Dott. Gaetano Aiello.



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venerdì 23 febbraio 2018

La conciliazione giudiziale per la stabilizzazione a tempo indeterminato e non per la semplice proroga illegittima al 31 dicembre 2018 disposta dal Comune di Mazara del Vallo.

Il giudice ha fissato il  termine del 7 marzo 2018 per conciliare le parti sulla cessione del risarcimento del danno solo dopo la stipula dei contratti a tempo indeterminato a seguito della stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari abusati. 

D'altronde i 38 dipendenti precari hanno diritto ad una proroga legittima perché legata ad una procedura di stabilizzazione dei loro rapporti di lavoro precari. 

Il Comune invece ha disposto la proroga al 31 dicembre 2018 soltanto per i dipendenti precari che gli hanno ceduto la possibilità di fare valere i loro diritti in caso di abuso da reiterazione di contratti a termine.
Dott. Gaetano Aiello





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VIDEO - Intervista all'avv. Galleano su vicenda precari del Comune di Mazara







Dal Giudice proposta di conciliazione per vicenda dei 38 precari del Comune di Mazara. L’Amministrazione accetterà?


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giovedì 22 febbraio 2018

La proposta dell'Associazione degli amministratori locali per il precariato pubblico siciliano.

Adesso occorre che il Legislatore siciliano persegua soluzioni concrete e definitive di fronte al più gigantesco abuso di Stato in materia di contratti a termine nella Pa.


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venerdì 5 gennaio 2018

USB - Procedure di stabilizzazione e proroghe dei precari condizionate dalla sentenza della Corte di Appello di Palermo n.1204/2017. Mancato rispetto della nota dell'Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del lavoro n. 46843 del 28.12.2017.




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