lunedì 30 novembre 2015

PEPS - Convegno su maxi ricorsi dei precari delle PA del 26 novembre ad Agrigento - VIDEO e Documenti utili

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https://youtu.be/UyIX9rueI-c





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sabato 28 novembre 2015

Precari siciliani in rivolta: "Il governo è immobile"

LA PROTESTA

Precari siciliani in rivolta: 
"Il governo è immobile"

Sabato 28 Novembre 2015 - 17:19
Articolo letto 419 volte

Una durissima nota annuncia: "Un calendario di manifestazioni che culmineranno l’11 dicembre nello sciopero generale di tutti i lavoratori precari della Regione, degli enti locali e della sanità".


governo, precari, stallo
PALERMO- Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl "si mobilitano - si legge in una nota - contro la stallo del governo regionale e fissano un calendario di manifestazioni che culmineranno l’11 dicembre nello sciopero generale di tutti i lavoratori precari della Regione, degli enti locali e della sanità. Si inizia il 2 dicembre con un sit in dei lavoratori delle Ipab dell’Isola – 2000 persone senza stipendio da mesi - davanti a Palazzo dei Normanni. Il giorno dopo, 3 dicembre, davanti alla sede dell’Assessorato alle Attività produttive si riuniranno in sit in, invece, i lavoratori dell’Irsap, l’ente che ha preso il posto degli ex consorzi Asi e che, a tre anni dalla sua istituzione, non ha neppure una pianta organica e deve invece fare i conti con sostanziosi tagli ai finanziamenti. L’azione di protesta andrà avanti anche la settimana successiva (11 dicembre) con lo sciopero generale del personale precario di tutte le pubbliche amministrazioni, 21 mila in tutta l’Isola: dai contrattisti della Regione (600), a quelli in servizio negli enti locali (circa 18.000) e nella sanità (circa 2.000), oltre ai circa 4.000 ancora in regime di LSU operanti in vari enti. Tutti in scadenza tra fine anno o nel 2016".

“La situazione è drammatica – dicono i sindacati – Non si riesce ad avere una interlocuzione vera e costante col governo impegnato su questioni di potere e poltrone che poco appassionano i siciliani e chi non percepisce lo stipendio. L’elenco delle vertenze aperte – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è lungo. Per questo proseguiremo con azioni di protesta e di lotta e con nuovi scioperi anche sulle altre questioni irrisolte a cominciare dall’assurda situazione in cui si trovano le ex Province e per rilanciare i rinnovi contrattuali”.




Fonte: http://livesicilia.it/2015/11/28/precari-siciliani-in-rivolta-il-governo-e-immobile_690670/

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venerdì 27 novembre 2015

SCUOLA - Precari, un anno fa la storica sentenza della Corte di Giustizia UE contro l’abuso di ‘supplentite’ ma l’Italia ne soffre ancora


http://ilcorrieredelweb.blogspot.it/

GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2015

SCUOLA - Precari, un anno fa la storica sentenza della Corte di Giustizia UE contro l’abuso di ‘supplentite’ ma l’Italia ne soffre ancora

La Buona Scuola non ha rispettato le indicazioni emesse dai giudici di Lussemburgo: anche dopo le 86mila immissioni in ruolo dovute alla Legge 107/2015 rimangono ancora supplenti oltre 250mila docenti: si tratta di circa 180mila abilitati all’insegnamento, che corrispondono a 60mila residui delle GaE, oltre 50mila diplomati magistrali, circa 20mila abilitati con Tfa, 50mila Pas e migliaia attraverso i corsi di Scienze della formazione primaria. A cui si aggiungono almeno 30mila tra amministrativi, tecnici e ausiliari, con più di 36 mesi di servizio richiesti. Senza dimenticare che quella stessa sentenza della curia europea va chiaramente estesa a tutto il pubblico impiego, dove vi sono altre decine di migliaia di lavoratori, che operano da più di tre anni per altri comparti dello Stato con i titoli richiesti e su posti vacanti. A complicare la situazione ci si è messa anche al Corte Costituzionale, che si sarebbe dovuta esprimere sul caso lo scorso mese di giugno, ma ha fatto slittare il suo parere al prossimo 17 maggio. Ad oggi, purtroppo, la via del tribunale rimane l’unica per avere la certezza del risarcimento danni e a volte anche della stabilizzazione.

Marcello Pacifico (presidente Anief): attesa del parere della Consulta, la vertenza si sta comunque consumando nei tribunali del lavoro, dove sono in essere migliaia di ricorsi pendenti. E dove i giudici, pur in assenza di riferimenti legislativi nazionali, si esprimono sulla laicità del risarcimento e talvolta entrano anche nel merito, stabilendone l’entità tutt’altro che simbolica. Su questi importi il 1° dicembre si esprimerà pure la Corte di Cassazione in udienza pubblica. Con la riforma è stato fatto un micro tentativo risolutorio: con il comma 132 della L. 107/15 si è infatti deciso di istituire un fondo per il risarcimento dei danni, ma 10 milioni serviranno a coprire appena i primi 500 ricorrenti dell’Anief. Così, in attesa che ciò avvenga, il nostro sindacato continua a vincere su queste rivalse nei tribunali del lavoro. Intanto, il personale della scuola in servizio, come se non bastasse la mancata stabilizzazione, deve fare i conti con gli stipendi che non arrivano.

Esattamente un anno fa, era il 26 novembre 2014, la Corte di Giustizia di Lussemburgo emetteva la storica sentenza che sanciva l’inadeguatezza, rispetto al diritto dell’UE, della normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola: la scomparsa del precariato, tra i docenti e il personale Ata, è però sempre lontana dal compiersi, perché la Buona Scuola, la riforma che doveva spazzare via la ‘supplentite’, ha fallito questo obiettivo. Sarebbe il caso di dire che non ha risolto nulla. Tanto che oggi, anche dopo le 86mila immissioni in ruolo derivanti dalla Legge 107/2015, che inizialmente avrebbe dovuto stabilizzarne 150mila, rimangono ancora supplenti oltre 250mila insegnanti: si tratta di circa 180mila abilitati all’insegnamento, che corrispondono a 60mila residui delle GaE, oltre 50mila diplomati magistrali, circa 20mila abilitati con Tfa, 50mila Pas e altre migliaia attraverso i corsi di Scienze della formazione primaria dopo il 2011.

A cui si aggiungono almeno 30mila tra amministrativi, tecnici e ausiliari, con più di 36 mesi di servizio richiesti. Senza dimenticare che quella stessa sentenza della curia europea va chiaramente estesa a tutto il pubblico impiego, dove vi sono altre decine di migliaia di lavoratori, che operano da ben oltre tre anni per lo Stato con i titoli richiesti e su posti vacanti. A complicare la situazione ci si è messa anche al Corte Costituzionale, che si sarebbe dovuta esprimere sul caso lo scorso mese di giugno, ma ha fatto slittare il suo parere al prossimo 17 maggio.

“In attesa del parere della Consulta – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – la vertenza si sta comunque consumando nei tribunali del lavoro, dove sono in essere migliaia di ricorsi pendenti. E dove i giudici, pur in assenza di riferimenti legislativi nazionali, si esprimono sulla laicità del risarcimento e talvolta entrano anche nel merito, stabilendone l’entità tutt’altro che simbolica. In taluni casi hanno anche accordato anche la stabilizzazione del precario ricorrente. Sugli importi da assegnare ai precari, il prossimo 1° dicembre si esprimerà pure la Corte di Cassazione in udienza pubblica”.

Da Governo e Parlamento sul problema irrisolto, attraverso la Buona Scuola, è stato solo fatto un micro tentativo risolutorio: con il comma 132 della L. 107/15 si è infatti deciso di istituire “un fondo per i pagamenti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione di contratti a termine per una durata complessiva superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili, con la dotazione di euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016”.

“Ma quel fondo – sottolinea Pacifico - servirà a coprire appena i primi 500 ricorrenti dell’Anief. Mentre quello che serviva prioritariamente era stabilire, per legge, i criteri di risarcimento danni nei confronti dei tanti precari assunti e licenziati per anni, anche decenni, in violazione di norme e direttive, a partire dalla 70/1999 CE, che prevedevano invece la loro stabilizzazione. Così, in attesa che ciò avvenga, il nostro sindacato continua a vincere su queste rivalse nei tribunali del lavoro. Di tutto ciò parleremo il prossimo 4 dicembre a Montecitorio”.

Intanto, il personale della scuola in servizio, come se non bastasse la mancata stabilizzazione, deve fare i conti con gli stipendi che non arrivano. Una buona parte di coloro che sono stati assunti a tempo determinato direttamente dai dirigenti scolastici, continuano a non ricevere la retribuzione del regolare servizio svolto. In diversi casi anche dal mese di settembre. Determinando gravi problemi per i precari diretti interessati, che nel frattempo debbono provvedere a sostenere spesi non indifferenti per recarsi nei luoghi di lavoro, non di rado situati lontano da casa e quindi anche costretti ad affrontare costi per i trasporti, l’affitto delle case, le utenze e il vivere quotidiano.

Il tutto avviene mentre il Miur delega la responsabilità al Ministero dell’Economia, che a sua volta emette rassicurazioni attraverso il portale Noi-Pa, poi quasi sempre disattese nei fatti. Pertanto, siccome sino a prova contraria l’Italia rimane uno Stato democratico, dove non può ancora essere elusa la Costituzione, in questo caso su tutti gli articoli 35 e 36, l’Anief ha deciso di mettere a disposizione, di tutti i precari in attesa di stipendio, un apposito modello di diffida e messa in mora. Se allo scadere degli otto giorni di tempo indicati nel modello, entro cui l’amministrazione dovrà liquidare le somme non percepite, qualora il personale interessato non avesse ancora percepito lo stipendio, dovrà comunicarlo al sindacato all’indirizzo e-mail stipendi.supplenti@anief.net, attraverso cui riceverà le istruzioni operative per adire alle vie legali per il recupero forzoso delle somme non corrisposte.

Tutti i precari, docenti abilitati, ma anche i non abilitati e gli Ata (con 36 mesi di servizio svolto) che vogliono aderire ai ricorsi Anief per l’assunzione a tempo indeterminato, recuperare le somme non corrisposte, i mesi estivi e gli scatti di anzianità non assegnati, oltre che il risarcimento danni, possono chiedere le informazioni attraverso questo link. Il giovane sindacato, infine, comunica di aver depositato al Tar i ricorsi dei 9mila docenti esclusi illegittimamente dal piano di assunzioni e di difendere tutti coloro che sono stati danneggiati dalla riforma 107/15. Per tutte le altre richieste di impugnazione è possibile consultare il sito Anief e cliccare sulla voce “Iscrizione Ricorsi”.

 Fonte: http://tuttoformazione.blogspot.it/2015/11/scuola-precari-un-anno-fa-la-storica.html

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martedì 24 novembre 2015

Regione, Sicilia al verde: bloccati 51 milioni: niente soldi a precari e neppure per i Comuni

Regione, Sicilia al verde: bloccati 51 milioni: niente soldi a precari e neppure per i ComuniI fondi "congelati" dal governo Crocetta su indicazione dell'assessore all'Economia Alessandro Baccei. A secco anche il personale a tempo determinato nel settore della Protezione civile
C'è anche il personale a tempo determinato impegnato in attività di protezione civile, ambientale e del territorio, delle acque e dei rifiuti nel calderone della spesa bloccata dal governo Crocetta, su indicazione dell'assessore all'Economia Alessandro Baccei. In totale i capitoli bloccati sono 159, per un totale di 51,2 milioni di euro "congelati" perché la Regione ha incamerato minori entrate rispetto a quelle previste. Per la proroga dei contrattisti, pari a un milione e mezzo, è stata bloccata l'intera disponibilità. La cifra più consistente riguarda i comuni: ben 18,8 milioni destinati al ripianamento dei debiti relativi al servizio di gestione integrata dei rifiuti; altri 11,9 mln sono relativi al fondo di riserva per le spese obbligatorie e per la riassegnazione dei residui passivi di parte corrente; 2,1 mln euro nel fondo per l'integrazione degli stanziamenti dei capitoli di spesa relativi ai limiti poliennali di impegno. Niente soldi per nuove leggi di spese (2 mln) e per eventuali maggiori esigenze per consumi intermedi (1,9 mln). Congelata l'intera disponibilità, pari a 747.817,20 euro, per le spese di funzionamento delle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali, le biblioteche, i centri regionali e i parchi culturali; stop a 542.807,02 euro per il funzionamento dei musei regionali e interdisciplinari, a 80 mila euro ancora per musei, gallerie e pinacoteche, a 1,4 milioni per la liquidazione e la ricapitalizzazione di enti e società a partecipazione regionale, a 20 mila euro per il potenziamento dell'ufficio idrografico regionale e l'avviamento dle centro funzionale di previsione e prevenzione del rischio idrogeologico, a 743.489 per la gestione del servizio di dissalazione delle isole minori di Pantelleria, Ustica, Lampedusa, Linosa e Lipari, a 55 mila euro per l'ufficio di coordinamento dei servizi informativi regionali e per l'attività informatica della Regione, a 5 milioni per l'acquisto di software e hardware per il funzionamento dei sistemi informativi della Regione, a 143 mila euro per le attività sportive delle Università, a 100 mila euro per il funzionamento amministrativo e didattico delle Accademie di Belle arti e dei conservatori di musica statali, dimezzato (da 246 a 146 mila euro) i fondi per gli armatori e i marittimi che hanno subito danni per i sequestri illegittimi di imbarcazioni nel Mediterraneo. E ancora: bloccati 228.035 euro alle Università di Palermo, Catania e Messina per l'istituzione di ulteriori borse di studio per la frequenza alle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e chirurgia, 60 mila euro per l'istituzione di parchi e riserve naturali. Congelati anche fondi per le missioni di alcuni assessori, di componenti di uffici di gabinetto e di personale della Regione.

Fonti:
http://www.nuovosud.it/31779-politica-agrigento-caltanissetta-catania-enna-messina-palermo-ragusa-siracusa-trapani/regione

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/11/23/regione-blocca-spesa-per-51-milioni-euro_58cf32ca-6026-4aca-b294-a12287c5233c.html

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sabato 21 novembre 2015

PEPS - Convegno sul precariato pubblico. I ricorsi contro lo Stato e la Regione Siciliana. Centro Multimediale di Piazzale Danimarca, 25 11 2015 ore 16:30 Corleone


Convegno sul precariato pubblico degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana. I ricorsi contro lo Stato e la Regione Siciliana per abuso di contratti a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni siciliane.


25 novembre 2015 ore 16.30
Centro Multimediale di Piazzale Danimarca, Corleone.

https://drive.google.com/file/d/0B8foPgt9vhLQQmRqZi0yMFYtR2M/view?usp=sharing 





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giovedì 19 novembre 2015

PEPS - Convegno del 26, 27 e 28 novembre ad Agrigento, Catenanuova e Acireale




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mercoledì 18 novembre 2015

IL FATTO QUOTIDIANO - Pubblico impiego e ‘precari stabili': quali diritti e quali danni?

LAVORO & PRECARI

Pubblico impiego e ‘precari stabili': quali diritti e quali danni?

Il fatto quotidianodi  | 18 novembre 2015
Più informazioni su: CassazioneConsiglio di StatoContratto a tempo IndeterminatoLavoroPrecari,Pubblico Impiego


di Sergio Galleano *
Ha avuto risalto sui media la vicenda dei funzionari della Agenzia delle entrate (nel numero di circa 1.200) incaricati di svolgere compiti di dirigente per periodi anche superiori ai dieci anni con contratti a termine bocciati dalla Consulta con sentenza n° 37 del 27 febbraio 2015.
La pubblica opinione si è subito divisa, prevalendo la convinzione che costoro fossero i soliti raccomandati che erano diventati dirigenti senza concorso e che dunque bene aveva fatto la Corte Costituzionale a “provocarne” la decadenza dall’incarico.
Ma la questione non è così semplice. La scelta di nominare i funzionari è dovuta alla necessità di sostituire i dirigenti che dal 2001 sono andati in pensione lasciando scoperti posti chiave che non hanno potuto essere assegnati perché non sono mai stati svolti i concorsi (gli unici indetti sono stati annullati dal Tar, guarda caso, per irregolarità). Inoltre si tratta di soggetti che, nel corso degli anni hanno contribuito ai positivi successidell’agenzia nella lotta all’evasione fiscale in questi anni, coma ha dichiarato la direttrice dell’agenzia al Senato il 16 luglio 2015.
Si tratta poi di lavoratori che si sono ritrovati declassati, con stipendi dimezzati, spesso senza mansioni perché le posizioni occupate anni prima sono state eliminate e con possibilità di carriera azzerate, tanto che molti hanno preferito dare le dimissioni e trovare altri posti presso i privati, con intuibile danno per l’efficienza della pubblica Amministrazione. Si pensi che il Consiglio di Stato ha deciso, dopo la Corte costituzionale, che gli ex dirigenti non potranno neppure far valere come titoli nei futuri concorsi il periodo di svolgimento delle mansioni dirigenziali dichiarate incostituzionali e si troveranno a partire da zero non avendo potuto partecipare ai corsi di riqualificazione, ai progetti ed alle specializzazioni, che hanno consentito ai colleghi funzionari di acquisire titoli spendibili nelle procedure di avanzamento di carriera, perché impegnati nell’attività dirigenziale.
Se ne dovrebbe concludere che la loro storia debba finire così, vittime in omaggio al principio del concorso (tanto più che, comunque, i loro attisono stati ritenuti validi dalla Cassazione), in un paese dove i concorsi non si fanno mai e quando si fanno, troppo spesso risultano truccati. Solo i raccomandati ottengono i posti di lavoro definitivi. Si veda solamente la vicenda di cui alla sentenza “Valenza” dove i precari delle Authority indipendenti, sono stati tutti stabilizzati con decreti non convertiti ma i cui effetti sono stati fatti salvi con leggina ad hoc; e con ciò garantendo loro stipendi di molto superiori a coloro che erano stati assunti con regolare concorso, costringendo il Consiglio di Stato a sollevare la questione della “discriminazione alla rovescia”, ottenendo la sprezzante risposta della Corte di Lussemburgo che possiamo sintetizzare con il noto broccardo “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, e con la precisazione che sul principio di eguaglianza non si tratta (ma poi il Consiglio di Stato ha comunque sentenziato, con una decisione opinabile sotto lo stretto profilo di diritto, negando il miglior trattamento retributivo).
La conclusione però non è scontata. La normativa europea vieta, con laDirettiva 1999/70, alla clausola 5 che si abusi dei contratti a tempo determinato , disponendo che, in caso di reiterazione continua senza ragioni oggettive, avviene la trasformazione a tempo indeterminato. Proprio sulla scorta di tale principio, i docenti scolastici sono stati prontamente stabilizzati con la “buona scuola” di Renzi in conseguenza della sentenza Mascolo della Corte europea.
Così i lavoratori hanno iniziato ad agire in sede giudiziaria e, anche se i contratti sono stati ormai stati annullati in via definitiva dal Consiglio di Stato, hanno fatto causa allo Stato italiano, chiedendo il risarcimento del danno, in forma specifica attraverso il riconoscimento definitivo quali dirigenti ovvero sotto l’aspetto monetario, per la perdita di possibilità di carriera.
Tale azione è conforme alla sentenza Ferreira da Silva, del 9 settembre 2015, dove la Corte di giustizia europea ha sancito che anche in caso di sentenza definitiva del giudice nazionale, i soggetti vittime di una violazione della normativa europea, possono agire avanti al giudice ordinario per ottenere il risarcimento conseguente da parte degli stati membri. Gli ex dirigenti chiedono dunque il risarcimento in forma specifica (riconoscimento del rapporto dirigenziale) o sotto il profilo economico.
Non è dunque escluso che la causa possa avere esito positivo, magari con un ulteriore passaggio in Corte di giustizia, come è successo per la scuola con la sentenza Mascolo, che ha portato alla stabilizzazione dei docenti scolastici da parte del governo Renzi.
Insomma per salvare i concorsi – della cui essenzialità nessuno dubita – non sarebbe il caso di prendere atto della situazione, ovvero degli abusi dello Stato italiano, che ha creato un esercito di precari, spesso a fini clientelari e, data la situazione di emergenza e di palese violazione della normativa europea, varare un piano serio di stabilizzazione per chi lavora da anni in una situazione di insicurezza?
E poi, da oggi in poi, farli – e farli davvero e seriamente – i concorsi.
*Avvocato giuslavorista, socio AGI. Opera nei suoi studi di Milano e Roma che si occupano di diritto del lavoro pubblico e privato, sempre ex parte lavoratoris, seguendo personalmente le cause in Cassazione, in Consiglio di Stato e in Corte costituzionale. La difesa dei lavoratori a termine è iniziata negli anni ’80 e, dal settore privato, si è via via estesa a tutti i settori, con particolare attenzione al pubblico impiego e nel mondo della partecipate pubbliche, come Poste italiane, difendendo i docenti della scuola in Corte europea a Lussemburgo.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/18/pubblico-impiego-e-precari-stabili-quali-diritti-e-quali-danni/2228641/




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martedì 17 novembre 2015

PEPS - Convegno del 26 novembre ad Agrigento, Aula Silvia Pellegrino via Acrone n. 27


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giovedì 12 novembre 2015

Regione Lazio, al via le assunzioni nella sanità: 1.200 in tre anni

Regione Lazio, al via le assunzioni nella sanità: 1.200 in tre anni

Sbloccato il turn over, metà dei regolarizzati saranno precari. Zingaretti: "Un dato molto importante perchè il blocco ha creato molte consulenze"

Regione Lazio, al via le assunzioni nella sanità: 1.200 in tre anniSbloccato, dopo 10 anni, il turn over delle assunzioni nella sanità. La Regione Lazio torna ad assumere a tempo indeterminato. Nei prossimi tre anni saranno infatti 1.200 circa i medici, infermieri e tecnici che entreranno in servizio. E metà del nuovo personale, circa 600 unità, sarà composto da precari. Così si legge nel decreto firmato dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, commissario alla sanità del Lazio, alla presenza del subcommissario Giovanni Bissoni, del capo della cabina di regia sanitaria Alessio D'Amato e delle sigle sindacali e di categoria.

Nell'arco del prossimo triennio, questo prevede il decreto, a iniziare dal 2016 sarà avviata la stabilizzazione di almeno 425 precari che potranno aumentare con la definitiva approvazione di tutte le piante organiche. Nello specifico si tratta di medici, infermieri e operatori in servizio negli ospedali e nelle strutture territoriali da più di tre anni. Lo sblocco del turn-over permetterà inoltre nel 2016 assunzioni in deroga del 30%, nel 2017 la percentuale salirà al 40% per arrivare, infine, al 50% nel 2018. In totale questo percorso permetterà l'assunzione di altre 425 persone a tempo indeterminato, tramite concorso pubblico o provenienti dalla mobilità.

"Inizia finalmente la stabilizzazione dei precari della sanità del Lazio - dice Zingaretti - Abbiamo programmato con 21 sigle sindacali l'avvio delle assunzioni, un dato molto importante perchè il blocco ha creato molte consulenze e tanto precariato. Questo vorrà dire più tutele e garanzie per il lavoratori: ricordiamo che in molti anni le conferme dei contratti si davano a novembre per l'anno successivo.

E poi noi ci auguriamo che questi numeri, oggi assolutamente compatibili con la riduzione della spesa sanitaria, se i conti andranno meglio e non tagliano il Fondo, potranno ulteriormente crescere" E poi ha spiegato: "Il turnover è già passato dal 10 al 30%, ogni anno passerà al 40 e poi al 50% negli anni successivi. Tutto questo vuol dire che riprenderanno, finalmente, politiche di personale legate alle esigenze della rete ospedaliera e della sanità".

Fonte:http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/11/12/news/regione_lazio_al_via_le_assunzioni_nella_sanita_1_200_in_tre_anni-127191937/

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MGL - Comunicato Stampa 12 Novembre 2015

Comunicato Stampa 12 Novembre 2015

MGLDopo l'esordio di martedì scorso a Sala d'Ercole della governo "Crocetta quater" rivisitato nella sua composizione con l'ingresso in giunta di diversi esponenti politici ma carente nella figura di riferimento alla nostra problematica, ovvero l'assessore con delega alle autonomie locali e alla funzione pubblica, sembra oggi esordire con l'annuncio del nuovo papabile assessore individuato nel deputatro ennese Luisa Lantieri sponsorizzata da Sicilia Democratica , PSE e Sicilia Futura.
Se apparentemente sembra chiudersi il cerchio con la ripartizione dei posti in giunta di riferimento alla nuova maggioranza dall'altra si apre la corsa alla rideterminazione delle commissioni parlamentari, che dovranno compensare l'assegnazione delle deleghe con gli uffici di presidenza di quest'ultime e contestualmente tenere conto della nuova geografia politica, ben diversa da quella insediatasi all'indomani del voto dell'attuale legislatura.
Altro nome che  trapela, che gioca un ruolo importante nell'andamento dell'attività parlamentare, è quella della presidenza della commissione bilancio che dovrebbe passare dall'On. Vinciullo all'On. Di Giacinto di stretto riferimento al Presidente Crocetta,  ricordo che Di Giacinto è stato eletto nella lista il Megafono oggi confluito nel nuovo gruppo PSE .
Se mettiamo in evidenza che la nostra problematica passa dalla Commissione Bilancio per la quadratura dei conti  e dall'Assessore con delega alle Autonomie Enti Locali, permettetemi di avanzare forte preoccupazioni, nonostante l'On Lantieri se confermata alla guida dell'assessorato di Viale Regione Siciliana  non avrebbe alibi ad affrontare la problematica precariato, stante che la stessa in passato, ha fatto parte di questa categoria, anche se oggi vive in tutt'altra dimensione .
Altro argomento che merita massima attenzione è ciò che è emerso ieri a Palazzo dei Normanni nel corso dall'audizione dei funzionari della Corte dei Conti che hanno rappresentato un quadro alquanto raccapricciante, che porterà di nuovo il presidente crocetta domani e lunedì a Roma.
Ciò premesso, andiamo avanti senza perdere di vista il nostro vero ed unico obbiettivo porre fine al precariato, sostenendo un percorso spendibile sia sotto il profilo economico che normativo, da noi attenzionato alla deputazione regionale e nazionale ma prioritariamente ai colleghi e agli amministratori locali gli unici ad essere parte lesa in tutta questa vicenda, che devono fare sintesi e trovare unità nel rivendicare un'unica posizione senza indietreggiare, muovendoci in modo coordinato e scadenzato verso tappe che non possiamo non condividere.
Proprio in questa direzione è stata motivata la proposta sottoposta ai sindaci della sicilia chiamati a deliberare e trasmettere in tempi relativamente breve ai seguenti indirizzi ( ancisicilia@anci.sicilia.it dipartimento.autonomie.locali@certmail.regione.sicilia.it  e per conoscenza a questa segreteria MGL  insiemeassociati@virgilio.it ), nonchè a dare immediata comunicazione alla deputazione regionale e nazionale di riferimento, al fine di presentarci con unico documento di fronte a chi fino ad oggi si è sottratto alle proprie responsabilità, prima su tutti il Governo Regionale;
Si anticipa che per oggi pomeriggio è previsto importante incontro istituzionale di cui ci riserviamo rendicontare a lavori conclusi .
  
                                                                                   Il Segretario Generale
                                                                                      Giuseppe Cardenia  

Fonte: http://insiemeassociati.it/

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martedì 10 novembre 2015

MGL - Comunicato Stampa 9 Novembre 2015

Comunicato Stampa 9 Novembre 2015

MGLCi stanno svendendo sul tavolo delle trattative della legge di stabilità nazionale; Baccei e Crocetta oggi in trasferta a Roma stanno di fatto barattando la quadratura dei conti della Regione Siciliana per chiudere il prossimo Bilancio, con le tante emergenze siciliane, una su tutte il precariato enti locali, ipotecando ancora una volta il tutto con un papabile rinvio, che ai tanti potrà sembrare una soluzione ma soluzione non è, nemmeno sè supportata dalle tante motivazioni che il caso presenta (poco tempo per affrontare il problema, problemi di cassa, troppo elevato il numero dei soggetti interessati, e via dicendo); mi chiedo, quando questi signori hanno affrontato il caso a tempo debito? quando hanno rappresentato le cose come effettivamente stanno? quando la politica locale, regionale, nazionale si è attivata all’indomani del 31 dicembre per affrontare con senso di responsabilità il problema? MAI !
Oltre il danno la beffa, i mancati trasferimenti in forza dell’art 37 dello Statuto regionale, di diritto dovevano essere incamerati dalla Sicilia, invece di essere elemosinati come concessione gratuita a discapito delle vere problematiche siciliane che ancora una volta rischiano di essere sacrificate, ma è il prezzo maggiore rischiano di pagarlo tutti i siciliani con il tentativo mascherato di defraudare la Sicilia della propria Autonomia tanta cara alle altre regioni d’Italia che di tutto hanno fatto per ottenerla e Noi nulla facciamo per difenderla.
Ciò nonostante, siamo fermamente convinti, che c’è la possiamo fare e dobbiamo farcela, non per rincorrere un sogno ma per concretizzare ciò che oggi è una realtà, che tanti continuano a non voler vedere perché è scomodo vedere.
La categoria non po’ distrarsi, non può soggiacere alle scelte che gli altri fanno a vantaggio di altri, deve mobilitarsi subito senza stare a ragionare, pretendendo con ogni mezzo l’affermazione di un proprio ed irrinunciabile diritto, l’immissione in ruolo nei posti disponibili in dotazione organica delle amministrazioni presso cui presta servizio da oltre venticinque anni ; limitando la conferma dei contratti a tempo determinato fino al completo assorbimento degli stessi a quanti non trovano posto per mancanza di posti a questi attribuibili nelle dotazione organiche di riferimento .
Deve essere chiaro a tutti che non stiamo chiedendo niente di più, rispetto a quello che è stato da tempo riconosciuto nel resto d’Italia a migliaia di lavoratori precari degli enti locali, con solo tre anni di servizio prestato (vedi legge finanziarie dello Stato 2006 e 2007), nessun concorso, nessun limite assunzionale, nessun principio costituzionale da osservare, solo IMMISSIONE IN RUOLO (chiamala sanatoria se vuoi) .
Avevamo ottenuto con manifestazioni di piazza nell’estate del 2010, un’altra norma statale che riconosceva alla nostra categoria, la specificità e la titolarità a ricoprire prioritariamente i posti disponibili nelle dotazioni organiche delle rispettive amministrazioni (vedi legge 122/2010 art 14 commi 24 bis e 24 ter), rimasta nel cassetto e poi archiviata dal governo Crocetta.
E’ giunto il momento di conoscere la posizione degli attuali amministratori locali, perché facciano la differenza con chi li ha preceduti, troppo solerti a manifestare solidarietà e vicinanza alla categoria, pronti a indossare la fascia e scendere in piazza insieme a noi, ma restii nel dare seguito e applicazione a quelle poche norme che negli anni avevano creato le condizioni se pur minime di avviare processi di assunzione a tempo indeterminato e porre fine a questa vergogna tutta siciliana e non è stato fatto .
Sosteniamo con forza e convinzione l’approvazione in giunta della proposta attenzionata a tutti i sindaci della Sicilia, da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali su iniziativa della categoria, saremo a metà dell’opera .
Ai tanti che non condividono, li invito a motivare il perché un ente dopo 25 anni, deve prorogare contratti di lavoro al personale dipendente che riscontra categorie professionali e competenze nei posti disponibili in dotazione organica del medesimo ente e non procedere di fatto alla loro immissione in ruolo.
Ogni tempo è utile per dare risposte, se c’è la fondata volontà nel darle !
Vai su canale YouTube e ascolta  intervento MGL in commissione bilancio in seduta congiunta con commissione lavoro
                                                                                                          Il Segretario Generale
                                                                                                               Giuseppe Cardenia      

 Fonte: http://www.insiemeassociati.it/

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