sabato 9 febbraio 2013

Trapani, suicida Giuseppe Burgarella, operaio disoccupato: "Non c'è dignità"

Giuseppe Burgarella, 61 anni, operaio di Guarrato, frazione di Trapani, ha deciso di suicidarsi, impiccandosi in una trave, come gesto estremo di protesta contro la mancanza di lavoro. 
Nel suo messaggio di addio, in un pezzo di carta dentro una copia della Costituzione Italiana, ha inserito l'elenco di tutti i morti per disoccupazione degli ultimi due anni, che aveva letto nelle cronache dei giornali.  L'ultimo nome in fondo alla lista è il suo.  A fianco, vergate di suo pugno, due frasi secche. "Se non lavoro non ho dignità. Adesso mi tolgo dallo stato di disoccupazione".
La sua storia è raccontata oggi sul quotidiano La Repubblica:
Guarrato, 1.300 abitanti in provincia di Trapani, sulla strada per Marsala. Nel giardino della villetta dei Burgarella, muratori sindacalisti (Cgil), c’è un gazebo: tavolo di legno, quattro sedie, gli attrezzi. Da quando gli hanno tolto la «dignità» Giuseppe, non trovando altro da fare, ci va ogni mattina a mettere in ordine. Sessantuno anni, è il più giovane dei due fratelli. Ha iniziato da ragazzino segando il marmo, dai 30 in poi sempre e solo mattoni. L’ultimo contratto è datato 2000: poi la Cooperativa CELI di Santa Ninfa, una delle tante nate nel trapanese dopo il terremoto che nel 1968 sconvolge la Valle del Belice, lo lascia a casa perché non c’è lavoro nemmeno per i soci. Per due anni Giuseppe riceve l’indennità di disoccupazione: 700 euro al mese. Ma lui vuole lavorare. Non solo il bisogno economico — non è era fatto sentire, il muratore di Guarrato. Ultimamente aveva scritto due lettere: una al presidente Napolitano e una a Susanna Camusso, segretario della Cgil, il sindacato
al quale Burgarella era iscritto da sempre (faceva parte del direttivo provinciale della Fillea).
Nelle missive aveva messo nero su bianco tutto il suo disagio, una sofferenza mai spenta e che non riusciva più a tenere per sé. «L’articolo 1 della Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. E allora perché lo Stato non mi aiuta a trovare lavoro? Perché non mi toglie da questa condizione di disoccupazione? Perché non mi restituisce la mia dignità?». Fino alla minaccia finale. «E allora se non lo fa lo Stato lo debbo fare io...».
Il gazebo. Una corda e una sedia. Alle 8.30 di domenica il fratello Giovanni lo trova cadavere. Gli accertamenti dei carabinieri di Trapani escludono piste “altre”: né debiti, né malattie incurabili, né movente sentimentale.. I carabinieri gli trovano in tasca copie delle lettere. «Al presidente Napolitano...». «A Susanna Camusso...». Non distante dal corpo senza vita dell’uomo, una versione-opuscolo della Costituzione con dentro il pizzino dei suicidi “da disoccupazione”. La lista di «quelli come me», che si chiude, infatti, col suo nome. «Mi tolgo io dalla condizione»
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fonte: http://a.marsala.it/cronaca/item/65980-trapani-suicida-giuseppe-burgarella-operaio-disoccupato-non-c%C3%A8-dignit%C3%A0.html

venerdì 8 febbraio 2013

Il giudice "boccia" i precari di Comiso non potranno essere assunti dal comune

Comiso - Brutte notizie per i precari di Comiso. Il giudice del lavoro, Sandra Levante, ha emesso la sentenza ordinanza che rigetta le loro richieste. In toto. Trentanove lavoratori, che avevano stipulato un contratto triennale che è scaduto il 31 dicembre scorso, avevano chiesto di essere mantenuti in servizio.

altLa tesi del sindacato Cgil, affidata ad un legale, l'avvocato Barone di Modica, era che i lavoratori avevano diritto alla stabilizzazione, cioè all'assunzione a tempo indeterminato alle dipendenze dell'ente locale perchè avevano già superato, nel dicembre 2009, le selezioni indette dal comune.
A quell'epoca, però, questi lavoratori non avevano i requisiti che invece permisero ad altre 150 persone di entrare nei ranghi del comune, sia pure con contratti part time. La stipula dei contratti triennali doveva consentire proprio di maturare questi requisiti.
Nel frattempo, però, intervenne la legge Brunetta che bloccò le assunzioni nella pubblica amministrazione. In tempi di "vacche magre" i precari di Comiso (l'ultima tranche di un esercito di circa 240 persone che, a viario titolo e con varie mansioni, hanno lavorato per dieci anni all'interno del comune, con contratti di chiamata diretta e senza nessuna selezione concorsuale) pagano il prezzo di una legge che ora introduce regole più severe, mentre in passato tutto era consentito.
Al giudice avevano chiesto di vedere riconosciuto il loro diritto al lavoro, in virtù di una clausola firmata in appendica al contratto che garantiva il contratto a tempo indeterminato alla scadenza del contratto triennale. Il ministero dell'Interno, però, non ne ha riconosciuto la validità, essendo queste clausole superate dall'introduzione della legge Brunetta. Il magistrato ha confermato l'interopretazione del ministero.
"E' una sentenza che ci aspettavamo, anche se avrei preferito che fosse andata diversamente - commenta il sindaco Giuseppe Alfano - abbiamo sempre agito nel rispetto della legge e questa sentenza lo conferma. Purtroppo è negativa su tutto il fronte per i lavoratori".
Cosa rimane, dunque, per i precari? Il comune può cercare di prevedere una proroga fino a luglio (anche questa possibile solo in virtù della legge di stabilità del 24 dicembre). Ma nella pianta organica ci sono solo 12,5 posti liberi, che possono permettere di stipulare 25 contratti part time. Nove tra questi devono essere riservati agli ex Asu.
Per la loro posizione, il ministero ha negato la possibilità che venissero messi fuori dalla dotazione organica che non può superare il limite di 249 posti. Nell'organico del comune possono rienttare, solo fino a luglio, sedici precari. Gli altri si vedranno sbarrate le porte del comune. Ma potranno rientrarvi attraverso le procedure concorsuali, nelle quali potranno usufruire della riserva dei posti.
Ora si attende il commento del sindacato. Che, dopo la sentenza, dovrà decidere quali ulteriori passi fare e quale strada percorrere. Per Comiso e per i precari è un brutto giorno. Ma anche la fine di un'epoca: quella delle assunzioni facili e senza nessun criterio oggettivo. Che hanno portato tanti ad avere un posto di lavoro, ma che hanno scontentato tanti altri. Lasciando sul campo morti e feriti.

giovedì 7 febbraio 2013

LA SICILIA - Precari, no alle assunzioni esterne Mazara. Sindacati sul piede di guerra contro Cristaldi. Chiedono la modifica del piano occupazionale

Mazara. «La chiara scelta politica di consentire l'assunzione di esterni per ricoprire i profili di A e B nel personale comunale non garantirebbe l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari in forza al Comune». A dichiararlo, in una nota congiunta, sono stati i sindacalisti Nicola Del Serro (Fp-Cgil), Marco Corrao (Cisl-Fp) e Giorgio Macaddino (Uil-Fpl). I tre rappresentanti provinciali hanno preso una dura posizione contro la delibera n. 180 del Comune, firmata il 31 dicembre scorso, che apre ad assunzioni esterne per ricoprire profili occupazionali di categoria A e B. «Riteniamo - hanno scritto i sindacati - che il Comune dovrebbe fare riferimento alle cessazioni a vario titolo intervenute anche negli anni precedenti e precisamente nel periodo 2007-2011 (per le quali cessazioni, non si è proceduto alla relativa sostituzione): ciò al fine di poter ottenere una quota di risorse che consenta di dare copertura finanziaria, nel rispetto dei vincoli di spesa e assunzionali, alla procedura di stabilizzazione a tempo indeterminato del maggior numero possibile di lavoratori precari».
Del Serro, Corrao e Macaddino hanno chiesto al sindaco Nicola Cristaldi di disporre una modifica del piano occupazionale del Comune, sfruttando a pieno la L.R. 24/2010 (e successive modifiche): «Bisogna eliminare - hanno scritto - la percentuale riservata all'esterno in modo da poter scegliere in modo inequivocabile la professionalità interna acclarata da ventennale esperienza, di procedere al calcolo del turn-over con riferimento all'ultimo quinquennio; solo così si può avviare a positiva conclusione l'annosa vicenda del precariato».
La vicenda dei circa 180 precari comunali, riuniti nel comitato "Basta Precari", è stato sempre terreno di dibattito politico. Lo scorso 20 ottobre, alcuni giorni prima delle elezioni regionali, intervistato in occasione di un'assemblea presso l'aula consiliare dedicata alla questione precari, il sindaco Nicola Cristaldi aveva assicurato: "abbiamo approvato -aveva detto Cristaldi- il piano di fuoriuscita del personale precario da inviare alla Regione per la definitiva approvazione. Ribadisco la nostra volontà di stabilizzare, secondo legge, a tempo indeterminato tutti i precari del Comune. Sono inoltre convinto -aveva concluso - che il Consiglio comunale assicurerà il rispetto del patto di stabilità determinante per la stabilizzazione». Adesso, a seguito dell'annuncio di qualche giorno fa sul raggiungimento del patto di stabilità del 2012, si attende l'avvio del processo di stabilizzazione.
Fonte articolo: La Sicilia - Francesco Mezzapelle 06/02/2013

GIORNALE DI SICILIA - Mazara, posti assegnati ad esterni? Precari e sindacati in fibrillazione


Assemblea dei 180 lavoratori che attendono un posto fisso. Il sindaco assicura: saranno stabilizzati. di SALVATORE GIACALONE

MAZARA DEL VALLO. I 180 precari del comune di Mazara del Vallo attendono l'avvio del processo di stabilizzazione dopo il rispetto del patto di stabilità, annunciato dal sindaco. Questa era una condizione essenziale, ribadita anche in consiglio comunale dallo stesso sindaco, per dare corso al piano di fuoriuscita del personale precario. Ad oggi però non è successo nulla. I sindacati Cgil, Cisl e Uil sono intervenuti sull'argomento anche per un altro problema che è strettamente legato alla stabilizzazione dei precari ed all'eventuale assunzione di esterni pe ricoprire i profili delle categorie "A" e "B". Secondo i sindacati questa scelta, che sarebbe voluta dall'amministrazione comunale, "non garantirebbe l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari in forza al comune".

"Riteniamo - hanno scritto i sindacalisti provinciali Nicola Del Serro (Cgil), Marco Corrao (Cisl) e Giorgio Macaddino (Uil) - che il comune debba fare riferimento alle cessazioni a vario titolo intervenute anche negli anni precedenti e precisamente nel periodo 2007 - 2011 e per le quali il comune non ha proceduto alla relativa sostituzione". Il riferimento è a quelle decine di dipendenti andati in pensione o per altra causa che hanno provocato dei "buchi" nell'organico che l'amministrazione comunale vorrebbe coprire con l'assunzione a tempo indeterminato dei precari. Non sono dello stesso parere i sindacati che chiedono una modifica del piano occupazionale, sfruttando a pieno la legge regionale 24 del 2010. 


"Bisogna eliminare - hanno scritto in una nota - la percentuale riservata all'esterno in modo da potere scegliere in maniera inequivocabile la professionalità interna acclarata da ventennale esperienza dai precari, di procedere al calcolo del turn - over con riferimento all'ultimo quinquennio. Solo così - concludono i sindacati - si può avviare a positiva conclusione l'annosa vicenda del precariato". Il sindaco Cristaldi assicura che tutti i precari saranno assunti. "Abbiamo approvato - dice - il piano di fuoriuscita del personale precario inviato alla regione per la definitiva approvazione. Ribadisco la nostra volontà di stabilizzare, secondo legge, a tempo indeterminato, tutti i precari del comune".



I sindacati però mettono le mani avanti e vigileranno sulle scelte dell'amministrazione comunale, in particolare, per coprire, nella pianta organica, i profili delle categorie "A" e "B" che, secondo loro, spetterebbero ai precari assunti a tempo indeterminato e non ad esterni.

lunedì 4 febbraio 2013

Alcamo 5 febb 2013 - Convocazione assemblea lavoratori precari di cui alle LL.RR. 85/95, 16/06, 21/03 e ASU


Giornale di Sicilia - Nel «caos» il concorsone salva precari Pure i dipendenti fanno ricorso al Tar


Rischia di naufragare definitivamente il tentativo di stabilizzazione di 44 unità con contratto a tempo determinato.

CALTANISSETTA. Al via i ricorsi al Tar per l’annullamento in autotutela della selezione interna per la copertura di 44 posti, riservato in via esclusiva ai precari, bandito del comune del capoluogo. Lo ha deciso l’assemblea a cui hanno preso parte numerosi dipendenti comunali che si è svolta nei locali della parrocchia San Pio X.I lavoratori hanno anche racimolato i quattrini per dare incarico a un legale che dovrà presentare ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del bando. La selezione, come è noto, prevede l’assunzione di cinque lavoratori con la qualifica di istruttore amministrativo categoria D, diciassette posti di agente di polizia municipale categoria C, ventuno posti di istruttore amministrativo categoria C e un posto di vigilatrice d’infanzia categoria C. Il bando per accedere alla selezione, già scaduto, ha scatenato una serie di ricorsi da parte di molti aspiranti esterni e generato dei malumori tra gli dipendenti di Palazzo del Carmine. Il primo dei preannunciati ricorsi al Tar reca la firma di tre aspiranti concorrenti di un comune del Palermitano. In buona compagnia dei tre concorrenti esterni adesso anche un piccolo esercito di dipendenti comunali, ex precari di categoria B, che vedono preclusa l’opportunità di una progressione di carriera per cui si preparano collettivamente a contestare il bando di selezione con un ricorso al Tar. Contestano la legittimità del bando nella parte che riguarda la riserva dei posti per gli esterni non prevista, la valutazione dei titoli per i servizi prestati ritenuta eccessiva e i requisiti per la partecipazione alla selezione, come il diploma di laurea generico, per l’accesso al posto che prevede invece specifiche mansioni. Il concorso così come concepito di fatto blinda i lavoratori del comune, come è avvenuto in altri comuni della Sicilia, attraverso il meccanismo della valutazione dei titoli che assegna ai dipendenti comunali una punteggio altissimo nella qualifica di appartenenza. Si tratta quindi di una vera formalità insomma, che consentirà a tutti precari di rinnovare il contratto di lavoro a tempo indeterminato e con l’attuale qualifica che rivestono.

sabato 2 febbraio 2013

Comune Geraci Siculo - Precari, al via mobilitazione

Dare certezze ai precari degli enti locali. Si è svolta nell’aula consiliare del Comune di Geraci Siculo, un partecipato incontro tra i 28 sindaci delle Madonie e del Termitano, le rappresentanze sindacali di Uil, Cgil e Alba(associazione lavoratori di base) e i precari. Un’assemblea pubblica per chiedere al Governo regionale e nazionale un piano di stabilizzazione dei lavoratori Asu, Lsu o altro tipo di lavoratori impiegati negli enti locali. L’iniziativa è stata convocata dal sindaco di Geraci Siculo, Bartolo Vienna che ha espresso la sua preoccupazione: “E’ inaccettabile dopo anni continuare con proroghe che vanno di mese in mese, l’ultima sino ad aprile del 2013, bisogna prevedere un piano di fuoriuscita, un impegno che deve prendere il Governo regionale e nazionale, ci preoccupa questo stallo e assuefazione anche perché i piccoli comuni, sopra i mille abitanti, da quest’anno dovranno sottostare ai limiti del patto di stabilità che non ci permetterà di stabilizzare nessun lavoratore”. Vienna ha anche voluto lanciare un appello: “Bisogna evitare speculazioni politiche e fare fronte comune, amministratori locali, organizzazioni sindacali, lavoratori, condividendo assieme un progetto che preveda la fuoriuscita, un piano propedeutico alla stabilizzazione”.
Anche il sindaco di Caltavuturo Calogero Lanza ha detto: “Da un lato le norme del patto di stabilità sempre più stringente dall’altro i lavoratori che prestano il loro servizio all’interno della macchina comunale senza avere nessuna certezza per il futuro, lavoratori che sono una realtà e dei quali non possiamo fare a meno e dei quali non vogliamo disperdere il patrimonio di esperienze acquisite, con il blocco del turnover i precari hanno sostituito il personale in quiescenza, se venisse meno la loro opera avremmo il crac dei servizi”. Dito puntato, anche, sulla disparità di trattamento tra i lavoratori degli enti locali e quelli impiegati nei Parchi regionali o in altri enti controllati dalla Regione.
Nei prossimi giorni i Sindaci chiederanno, anche attraverso l’Anci, un incontro al presidente della Regione Crocetta e la stessa cosa faranno i precari e le organizzazioni sindacali per creare una task force che si occupi del precariato. “Dalle Madonie – ha concluso il sindaco di Geraci Siculo Bartolo Vienna – deve uscire un modello che serva da esempio per tutti, da proporre al Governo Regionale e poi a quello Nazionale”.

http://www.vivienna.it/2013/02/02/geraci-siculo-precari-al-via-mobilitazione/