lunedì 20 ottobre 2014

CISL MARSALA - Invito a visitare i locali dei SERVIZI SOCIALI di Sappusi e conversazione con gli impiegati del settore



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venerdì 17 ottobre 2014

CSA COMUNE TERMINI IMERESE - Comunicazione convocazione assemblea 24 10 2014 Avv. Sergio Galleano e Dott Gaetano Aiello



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giovedì 16 ottobre 2014

Finalmente ci siamo





TARANTIAMO. NEWS

 Finalmente ci siamo
Anche lo zoccolo duro del Tribunale di Taranto ha sentito gli effetti dirompenti della prossima sentenza della Corte di giustizia in tema di contratti a termine nel Pubblico impiego.
Anche il Tribunale di Taranto ha sospeso le cause in attesa della sentenza del 26 novembre.
Due precari infermieri con cause in via di decisione l'8 e 15 ottobre hanno visto rinviare le proprie cause. Questo è un precedente straordinario nel nostro territorio dove fino ad oggi nessun giudice ha riconosciuto il risarcimento del danno e/o la conversione del contratto per illegittima apposizione dei contratti a termine. Ora non possono che adeguarsi.
Si precisa che in caso di esito positivo della vertenza in Corte di giustizia, così come esplicitato dalla Consulta giuridica della CGIL nazionale e dall'avvocato Vincenzo De Michele, la possibilità che un Giudice non si adegui è pari a zero, a meno che non voglia incorrere in cause civili con responsabilità "indiretta" da parte dei precari.

Ecco i primi effetti del "solo" annuncio della data della sentenza della Corte di giustizia

Dott.  Pierpaolo Volpe, Infermiere forense

 Fonte: http://tpress-emma.blogspot.it/2014/10/precari-il-tribunale-di-taranto-attende.html

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martedì 14 ottobre 2014

#SVEGLIATEVI, SABATO 18 MANIFESTAZIONE REGIONALE CISL

Sarà il Jobs day. A Palermo il mondo del lavoro arriverà da tutta la Sicilia per dare la sveglia a politica e governo regionali. Perché “la vera priorità è il lavoro che non c’è” e l’Isola affonda nella crisi economica, sociale e amministrativa

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Saranno 18 testimoni viventi della crisi che in Sicilia non accenna a diminuire, ad alternarsi, sabato 18 a partire dalle 10, sul palco che la Cisl allestirà davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, a Palermo. Nel capoluogo dell’Isola, a piazza Indipendenza, confluiranno da tutta la Sicilia migliaia di persone per la manifestazione dal tema #Svegliatevi, come recita l’hashtag rivolto dalla Cisl a governo e politica regionali. “Perché in Sicilia “la vera priorità è il lavoro che manca”, scrive la Cisl. La regione affonda in una crisi che è insieme economica, sociale e amministrativa, con un tasso di disoccupazione che tra i giovani di 15-24 anni supera persino il 60%. Ma politica e governo sono sordi alla sofferenza sociale”. “Presidente Crocetta – scrive il sindacato guidato da Maurizio Bernava – sveglia. Il suo governo è senza idee, priorità e strategie, di fronte alla crisi”.
Per la Cisl, sabato 18 sarà il “Jobs day”: il giorno nel quale in cento piazze in Italia tra cui appunto Palermo per la Sicilia, il mondo del lavoro farà sentire la propria voce: per l’occupazione che non c’è. Per politiche straordinarie che attraggano concretamente investimenti e ne aiutino la realizzazione. Per strategie di risanamento e riduzione degli sprechi. Ma anche per un taglio-choc delle tasse, generali e locali. Perché siano cancellate tutte le forme di precarietà, soprattutto giovanile. E, in Sicilia, anche contro una classe politica e dirigente che fin qui ha interpretato il proprio ruolo, in larga parte, come intermediazione per la gestione di affari e non come servizio alla comunità per il bene comune. (ug)

2014-10-14  11:27:07


Fonte:

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domenica 12 ottobre 2014

Stabilizzazione precari: la Corte di Giustizia europea si pronuncerà il prossimo 26 novembre 2014

Stabilizzazione precari: la Corte di Giustizia europea si pronuncerà il prossimo 26 novembre 2014

È fissata alle 9.30 del 26 novembre 2014 l’udienza pubblica nel corso della quale la Corte di Giustizia dell’Unione Europea pronuncerà la propria sentenza definitiva sulla legittimità dei contratti a termine reiterati oltre i 36 mesi nella scuola pubblica del nostro Paese. Dopo l’udienza di discussione che si è tenuta a Lussemburgo lo scorso 27 marzo - nel corso della quale la FLC CGIL è intervenuta a sostegno delle ragioni dei lavoratori precari - finalmente è stata fissata la data in cui si saprà l’esito conclusivo di questa vertenza.

L’aspettativa per questa sentenza è molto forte, visto l’alto numero di precari della scuola (ma anche di tutto il pubblico impiego) interessati all’esito di questa vertenza che - se positivo - potrebbe comportare la stabilizzazione di migliaia di lavoratori precari. Che questo possa essere l’esito sembra ormai sempre più probabile alla luce del parere già espresso a favore dei lavoratori precari da parte dell’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia e da parte della Commissione Europea che ha attivato anche una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano avendo ravvisato l’incoerenza della normativa italiana rispetto a quella europea.

Che per lo Stato italiano si vada prefigurando una eclatante sconfitta ne è consapevole perfino il Governo Renzi che non a caso nel programma “La Buona Scuola” prevede a partire da settembre 2015 l’assunzione di circa 150.000 docenti precari. Un piano straordinario di assunzioni che, come affermato esplicitamente nello stesso documento “La buona scuola”, si rende necessario proprio per far fronte alle conseguenze della annunciata sentenza della Corte di Giustizia.

Tale risultato è stato fortemente voluto dalla FLC CGIL tanto da aver avviato numerosissime vertenze su tutto il territorio nazionale contro l’abuso dei contratti a tempo determinato nei confronti dei lavoratori precari. Ora attendiamo la sentenza della Corte europea con l’auspicio che questa possa finalmente dare una risposta conclusiva alle aspettative di tanti lavoratori sfruttati per anni e anni dalle pubbliche amministrazioni.

Fonte: flcgil.it

 Fonte:http://colleghiasu.altervista.org/notizie-precariato/765-stabilizzazione-precari-la-corte-di-giustizia-europea-si-pronuncera-il-prossimo-26-novembre-2014

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sabato 11 ottobre 2014

DOTT. GAETANO AIELLO - COMUNICATO SABATO 11 OTTOBRE 2014

I dipendenti pubblici precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana devono sapere cosa potrebbe succedere entro dicembre se ancora si continua a perdere tempo ad affrontare con cognizione di causa il fenomeno del precariato pubblico in Sicilia. 
Una prima conseguenza potrebbe essere il non rinnovo dei contratti precari da parte degli Enti già a dicembre di quest'anno. 
Altra conseguenza la non stabilizzazione dei contratti precari entro il termine ultimo del 31 dicembre 2016 per gli Enti che hanno adottato la proroga finalizzata. In questo caso la illegittimità della proroga dei contratti precari potrebbe essere fonte di danno erariale per l'Ente stesso mentre il dipendente pubblico precario potrebbe fare valere in giudizio un ulteriore abuso da parte della Pubblica Amministrazione. 

Pertanto all'inizio del 2015 ci potremmo ritrovare in questa paradossale situazione. E ancora l'attesa sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in merito alla questione della legittimità dei contratti a tempo determinato stipulati dagli Enti Pubblici e dalla Pubblica Amministrazione sembra volgere a favore dei dipendenti pubblici precari. Pertanto la sottovalutazione di questa sentenza da parte di amministratori dirigenti e funzionari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana almeno nei confronti di dipendenti pubblici precari che sono in contenzioso è già fonte di danno erariale oltre ad altri danni al momento non effettivamente stimabili a vantaggio dei precari che hanno preventivamente presentato ricorso per l'abuso di contratti di lavoro flessibile a tempo determinato. 

Quindi nel caso in cui come già visto con le conclusioni dell'avvocato generale sarà riconosciuta l'illegittimità della legislazione italiana e di conseguenza di quella regionale gli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana dovranno giocoforza adoperarsi per riparare il danno da abuso di contratti a termine subito dai dipendenti pubblici precari. 

A questo si potrebbe aggiungere che i due ddl sul precariato pubblico degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana in discussione presso la V Commissione Lavoro dell'Ars (il n. 741 e il n. 742.) rappresentano un inizio diverso per affrontare con metodo e serietà il fenomeno del precariato pubblico siciliano. Il semplice fatto che i due ddl sul precariato trovino delle resistenze dovrebbe fare riflettere prima tutti gli amministratori degli Enti e di conseguenza anche i dipendenti pubblici precari. 
Non vedo in giro altre proposte in questo momento ne altre iniziative che abbiamo una visione generale del fenomeno del precariato pubblico siciliano. 

Non prendiamoci in giro ancora una volta. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. ..dipendenti pubblici precari asu in servizio presso gli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana bisogna chiedere con forza e con la presenza costante una soluzione seria per almeno affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano. 
Cari amici ho sempre fatto di tutto per fare capire che non è più possibile continuare con le solite promesse e proroghe all'infinito ma ho sempre avuto paradossalmente il limite precario dei precari. Oggi cambiare approccio almeno da parte di tutti voi vuol dire affrontare per la prima volta nella storia anche in Sicilia il fenomeno del precariato pubblico siciliano. 

Gaetano Aiello

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venerdì 10 ottobre 2014

La sentenza della Corte di Giustizia Europea sarà la mossa decisiva per le assunzioni?

La sentenza della Corte di Giustizia Europea sarà la mossa decisiva per le assunzioni?

La sentenza della Corte Europea di Giustizia in merito alla legittimità dei contratti a termine della scuola sarà emessa a Lussemburgo entro le prossime settimane, ma ormai appare evidente quale sarà la decisione finale dell'UE. Si tratta di una decisione storica, qualcuno l'ha definita come una 'sconfitta dello Stato' anche se, obiettivamente, non si possono addossare le colpe ad un governo, quello presieduto da Matteo Renzi, in carica da poco più di sei mesi e che si è ritrovato fra le mani la 'patata bollente' che già scottava da diversi anni.
Del resto, le avvisaglie che qualcosa stesse per cambiare sul serio si erano già avute lo scorso 3 settembre in occasione della pubblicazione del dossier 'La Buona Scuola': chi ha letto attentamente la parte riguardante il mega piano da 150.000 assunzioni, avrà notato come ilMiur ammetta le responsabilità del datore di lavoro pubblico nei confronti del precariato. Altra 'coincidenza': il Ministero dell'Istruzione, lo scorso 19 luglio, annunciò il piano di assunzione in ruolo per 32.500 docenti e personale Ata per l'anno scolastico 2014/2015, proprio all'indomani del giudizio negativo della Corte Europea. Per la serie, due indizi fanno una prova.

Eppure il precariato mostra ancora molto scetticismo nei confronti di queste promesse del governo: un atteggiamento che non è certo da biasimare per tutte le angherie fin qui subìte ma, a conti fatti, mai come ora sia giusto credere in una concreta attuazione delle promesse, proprio alla luce delle notizie che arrivano dall'Ue. La sentenza è attesa per il mese di ottobre o, al più tardi, entro novembre e potrebbe rappresentare davvero una svolta storica: in caso di riconoscimento di 'colpevolezza', lo Stato italiano dovrà adoperarsi affinchè si ripari al danno subìto dal precariato.

La sentenza riguarderà tutti i precari e non solo coloro che hanno già avviato un procedimento di ricorso: tra l'altro la decisione della Corte Europea non riguarderà solo i docenti e il comparto scuola ma in generale tutti i precari della pubblica amministrazione. E sono in totale circa 200.000.

 Fonte: http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/09/scuola-assunzione-precari-e-sentenza-ue-ultime-news-governo-renzi-con-le-mani-legate-00131783.html

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mercoledì 8 ottobre 2014

STABILIZZAZIONE PRECARI, IL 31 DICEMBRE È ALLE PORTE E MOLTI COMUNI SONO INADEMPIENTI.

USR Cisl Sicilia2014-10-03 16:51:18

STABILIZZAZIONE PRECARI, IL 31 DICEMBRE È ALLE PORTE E MOLTI COMUNI SONO INADEMPIENTI.
CISL FP: “IL COMUNE DI MESSINA SI ATTARDA A DEFINIRE LA PROPOSTA FINALE”. SPIRAGLI DI PROGRESSIONI IN CARRIERA ANCHE PER IL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO

Notizie Il 31 dicembre è alle porte e le Amministrazioni Comunali si attardano ad approvare i piani triennali del fabbisogno del personale necessari per l’attivazione delle procedure di stabilizzazione dei precari. L’allarme è della Cisl Funzione Pubblico che ha diffidato tutti i Comuni della provincia di Messina inadempienti affinché provvedano alla convocazione delle Organizzazioni Sindacali e quindi alla definizione degli atti necessari per mettere in sicurezza i lavoratori precari almeno sino al 31 dicembre 2016.
“Parliamo principalmente del Comune di Messina – afferma Calogero Emanuele, segretario generale della Cisl FP Messina – dal quale aspettiamo naturalmente la proposta ultima che il direttore generale si è impegnato a fornire prima del prossimo incontro, ad oggi non ancora convocato. Non vorremmo – prosegue Emanuele - che come al solito si arrivi all'incontro senza avere nulla in mano per fare le necessarie valutazioni”.
La Cisl FP è convinta che la stabilizzazione sia correlata alle risorse disponibili, “ma proprio per questo – continua Emanuele - pensiamo che ogni decisione vada assunta al tavolo di confronto, anche rispetto al numero di ore settimanali da contrattualizzare. Malgrado i reiterati ritardi, siamo ancora fiduciosi di poter salvare questa platea di lavoratori assieme ai 32 per i quali riteniamo si possano seguire percorsi di finanziamento con fondi previsti da specifiche disposizioni di legge come dichiarato dallo stesso direttore generale”.
Per la Cisl bisogna lavorare da subito alla definizione dei percorsi previsti dal Decreto D’Alia che contiene le procedure e le indicazioni necessarie per la stabilizzazione dei precari per tutte le categorie: con concorsi interni a chiamata diretta per A e B e con concorsi esterni riservati al personale precario per C e D, definendo criteri e punteggi da attribuire per le professionalità acquisite nell’Ente cui risultano in servizio.
“Dall’altro lato – spiega il segretario provinciale della Cisl Fp - bisogna avere il quadro chiaro delle risorse che con il Decreto Renzi consentono di poter essere accumulate dal 2011 e sino al 2016 e finalizzate alla stabilizzazione dei precari, visto che da una chiara lettura comparata del Decreto d’Alia e del Decreto Renzi si aprirebbero spiragli per concorsi interni riservati anche al personale a tempo indeterminato”.
Il sindacato ribadisce la necessità di fare chiarezza e velocizzare le decisioni, in particolare modo negli Enti dove i vuoti di organico consentono la piena stabilizzazione dei precari. “Ma è chiaro – aggiunge Emanuele - che gli stessi Assessorati Regionali al Lavoro e alla Funzione Pubblica devono fare chiarezza anche sulla necessità di mantenere il contributo regionale,  come richiesto dalla Cisl, sino al riassorbimento totale con le quiescenze che interverranno nel tempo e comunque almeno nel decennio”.
È il caso del Comune di Messina dove, dei previsti 2200 posti di dotazione organica, solo 1550 unità a tempo indeterminato risultano in servizio: ciò significa che nel rispetto degli ultimi parametri del rapporto popolazione/dipendente, c’è la possibilità di stabilizzare i 296 precari, consentire le progressioni di carriera interna ed aprire spiragli anche per assunzioni esterne.
  Fonte: http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/10/03/43726/STABILIZZAZIONE-PRECARI-IL-31-DICEMBRE-ALLE-PORTE-E-MOLTI-COMUNI-SONO-INADEMPIENTI

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La Corte dell’Unione Europea sentenzia: il precariato è illegittimo

La Corte dell’Unione Europea sentenzia: il precariato

 è illegittimo


Pubblico l’articolo di oggi sulle pagine de Il Manifesto, a firma di Roberto Ciccarelli, che condanna la legislazione italiana in relazione alle mancate tutele dei lavoratori precari!

Con due sentenze del 12 dicembre la Corte di Giustizia europea con sede in Lussemburgo ha bocciato la legislazione italiana che nega il riconoscimento delle tutele dei precari della pubblica amministrazione. La prima ordinanza, chiamata con il nome del ricorrente «Carratû», riguarda un contenzioso con le Poste. Azienda ormai privatizzata, che si permette di entrare nel capitale azionario di Alitalia versando 75 milioni di euro, le Poste si comportano come qualsiasi altra amministrazione statale che assume un esercito di circa 250 mila lavoratori a cottimo: licenzia e riassume con contratti precari 133 mila persone nella scuola, 30 mila nella sanità, fino a 80 mila nelle regioni e negli enti locali. Confermando una tesi del Tribunale di Napoli, la Corte europea sostiene che lo Stato italiano è il datore di lavoro di ultima istanza e quindi deve rispettare la direttiva 70 del 1999 della Commissione Europea che proibisce a tutti gli stati membri dell’Unione di rinnovare i contratti precari oltre 36 mesi, cioè tre anni. 
Lo Stato italiano deve quindi provvedere a stabilizzare direttamente i precari e questo vale per tutti i livelli dell’amministrazione. Per quanto riguarda la seconda sentenza, chiamata «Papalia», riguarda un maestro della banda musicale del comune di Aosta, precario da 30 anni. «Questa sentenza può essere estesa per analogia a tutto il territorio nazionale - sostiene Marcello Pacifico, presidente del piccolo e combattivo sindacato Anief - il caso esaminato è equiparabile a quello dei 250 mila precari storici della P.a. Che hanno già svolto almeno 36 mesi di servizio».La Corte europea ha ribadito che deve essere applicato il decreto 368 del 2001, emanato per recepire la direttiva europea, e mai da allora applicato. Perché lo Stato, come qualsiasi altra azienda alla ricerca della scorciatoia per non assumere e prolungare all’infinito lo sfruttamento di lavoro intermittente, senza tutele pensionistiche e per la disoccupazione, ha modificato il testo del decreto nel 2007. Ciò ha provocato l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea nel 2010 per quanto riguarda il personale amministrativo (Ata) nella scuola. Nel 2012 ne è stata aperta un’altra per tutti i docenti precari. Nel corso del 2013, infine, a favore di tutti i precari alle dipendenze di pubbliche amministrazioni. Le sentenze della Corte di Giustizia che riguardano esplicitamente i precari della scuola sono previste tra il luglio e il settembre 2014. Nel frattempo si stanno moltiplicando le ordinanze dei tribunali nazionali (da Trento a Trapani) che condannano al risarcimento dei danni per il precariato pluriennale inflitto. I giudici italiani dovranno successivamente applicare gli orientamenti della corte europea, decidendo se procedere ad una stabilizzazione oppure ad un risarcimento. Per il governo italiano, sempre attento ad applicare con puntiglio i dettami della Troika sulla parità del bilancio o sulla riduzione del debito pubblico, l’applicazione delle sentenze europee a difesa dei diritti dei precari potrebbe essere una catastrofe finanziaria. Stabilizzare la mostruosa anomalia creata in 20 anni di precariato selvaggio ha un costo proibitivo. Limitarsi a risarcire i danni procurati potrebbe essere peggio.
La Corte potrebbe condannare lo Stato italiano a pagare multe fino a 8 milioni di euro per singolo caso. Il governo Letta ha rafforzato l’anomalia in nome dell’austerità, bloccando il rinnovo del contratto per il 2014, gli scatti di anzianità e l’ incremento per l’indennità di vacanza contrattuale. I 67 mila docenti assunti nei prossimi tre anni dal ministro dell’Istruzione Carrozza non coprono i pensionamenti e non c’è nessuna idea per riassorbire i 138 mila precari assunti solo quest’anno. La legge «D’Alia» bandirà concorsi con riserva di posti al 50% per i precari con tre anni di contratto negli ultimi dieci minaccia anzi di licenziarne una gran parte dei 250 mil a esistenti. 0 di prorogarli. Il 27 dicembre è arrivata infine la beffa. Il ministero dell’Economia ha chiesto il graduale recupero degli scatti maturati nel 2012, già erogati, fino a 150 euro. Gli assunti dovranno pagare allo Stato i costi dell’austerità. I sindacati sono sul piede di guerra. Per il Movimento 5 Stelle «il governo ha oltrepassato la linea gettandosi nell’agghiacciante scenario in cui versa la Grecia».

Fonte: http://www.precarius.com/?p=128

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lunedì 29 settembre 2014

Stabilizzazione dei precari. Avvocato De Michele: "la prima volta che Stato dice, ho sbagliato. E' rivoluzione culturale"

di Vincenzo Brancatisano - “E’ un atto straordinario di lealtà nei confronti dei cittadini più deboli che nessun governo ha mai fatto. Ci provò Prodi. Poi Mastella e Bertinotti fecero cadere il governo”. L’avvocato Vincenzo De Michele, del Foro di Foggia, ottimista per il massiccio piano di immissioni in ruolo annunciato dal governo.
E' uno dei legali (assieme a Galleano, De Grandis, Andreoni, Angiolini, Cosio, Barsanti Mauceri, Zampieri, Coppola, Martino, Americo, Ambron, Chietera, Garofalo, Miceli ed altri)  protagonisti della vertenza europea davanti alla Corte di Giustizia, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dei contratti a termine nella scuola pubblica italiana. La sentenza sarà pronunciata a Lussemburgo nelle prossime settimane, ma ormai sembra chiaro negli ambienti che la medesima sarà positiva per i lavoratori, alla luce della perentoria requisitoria dell’Avvocato Generale, tutta a vantaggio dei lavoratori, e della presa di posizione della Commissione europea che ha pure aperto una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano.
La probabile, clamorosa soccombenza dello Stato è ravvisabile nelle stesse Linee Guida sulla buona scuola redatte dal governo Renzi, nelle quali il premier ammette le precise responsabilità del datore di lavoro pubblico. Una ricognizione di debito che fa il paio con il contestuale annuncio di un piano di stabilizzazioni per oltre 148.000 docenti precari inseriti attualmente nelle graduatorie a esaurimento.  E non è un caso, aggiunge De Michele, che “il Ministro dell’istruzione il 19 luglio 2014, due giorni dopo le conclusioni dell’Avvocato generale presso la Corte di Giustizia, abbia decretato il piano di immissioni in ruolo di 32.500 docenti e personale ATA a decorrere dal 1 settembre 2014…”.
Avvocato De Michele, eppure molti precari sono pessimisti, tanti altri addirittura sono contrari alle immissioni in ruolo.
“Cosa vuole che le dica? Evidentemente i docenti precari sono disillusi. Ma a un certo punto occorre diventare grandi e lasciare alle spalle la coperta di Linus. Non è possibile pensare che a 60 anni si possa continuare a fare il precario. Però stiamo attenti, perché se le critiche verso la stabilizzazione fossero eccessive poi la Ue ci potrebbe anche ripensare. E’ successo un fatto straordinario”.
Ma tanti personaggi illustri come Capezzone, denunciano una sorta di deriva antidemocratica alludendo alle immissioni in ruolo.
“Bisogna stare attenti a chi mette delle voci in giro. Con la cultura delle voci incontrollate e con la cultura del sospetto non si va avanti. L’ha detto Capezzone? Bene, e chi è Capezzone? L’ha detto la Gelmini? E chi è? L’unico legittimato dal popolo, cioè Matteo Renzi, ha ammesso le responsabilità dello Stato. Cosa vogliamo di più?”
Molti prof sono preoccupati per i presunti ricatti del governo.
“Ma quali ricatti? Ci sono lavoratori che hanno la condizione per essere stabilizzati? E allora si proceda, altrimenti salta tutto. Io dico facciamo un passo alla volta. Il Governo ha detto: facciamo un forum. Allora si lamentino sul forum, non riesco a capire. Certo, dopo che si è esagerato nel precarizzare, la soluzione va studiata attentamente. Qualunque datore di lavoro assume 50 persone se sa dove metterle. C’è bisogno del concorso di tutti per capire e abbiamo uno Stato che ha riconosciuto di avere sbagliato, di essere stato sleale”.
Sleale?
 “Certamente. E’ stato sleale nel 2010 quando ha detto alla Commissione europea che i lavoratori del pubblico impiego che avevano maturato 36 mesi sarebbero stati stabilizzati. Inoltre, Rita Borsellino aveva prodotto ad aprile 2010 un’interrogazione scritta sulla reiterazione dei contratti a termine degli Ata e a maggio 2010 la Commissione europea ha risposto che che non era vero quello che affermava la parlamentare, visto che dalle informazioni fornite dal nostro governo alla stessa Commissione emergeva che i lavoratori sono tutelati, aggiungendo che comunque avrebbe vigilato affinché questa informativa fosse corretta. Hanno vigilato e hanno scoperto che l’informativa era falsa. Inoltre, ho accusato io lo Stato. Lo ha accusato il Tribunale di Napoli grazie al quale la vertenza è arrivata davanti alla Corte di Giustizia. Il giudice Coppola del Tribunale di Napoli  è stato addirittura minacciato di sanzioni disciplinare. Non conosco Renzi, né il suo entourage. Ho denunciato come sleale lo Stato italiano per iscritto davanti alla Commissione europea e nel contraddittorio con l’Avvocato dello Stato dello Stato”.
E ora che fa? Cambia idea?
“Esatto. Ora io prendo atto che il governo ha cambiato atteggiamento etico e considera i lavoratori a tempo determinato della scuola come lavoratori pubblici a tutti gli effetti e ridà loro dignità. Per le cause in corso è un’ammissione di colpevolezza. E’ un atteggiamento sconvongente che rivoluziona tutto. Dobbiamo capirlo tutti: lo devono capire i precari, gli avvocati e i giudici. Stanno venendo meno tutti i pregiudizi. Avere una controparte che non è il nemico da battere ma un soggetto con cui collaborare per trovare una soluzione è un fatto davvero eccezionale.  Per la verità già con il Governo Letta la circolare D’Elia del novembre 2013, nel commentare la stabilizzazione preannunciata dai due d.l. nn.101 e 103/2013, aveva riconosciuto che lo Stato aveva leso il diritto al lavoro di tantissimi dipendenti pubblici precarizzandone i rapporti e violando l’art. 4 della Costituzione. Ma è la prima volta che i precari non solo non vengono definiti come brutti, sporchi e cattivi, ma cittadini e lavoratori pubblici da tutelare effettivamente e non sulla carta: e  non lo capiamo?”
Non lo capiscono solo i precari.
“Vero. Io sono stato in tribunale e i cinque giudici che ho incontrato, che prima mi salutavano cordialmente, adesso che mi hanno individuato come possibile concausa di questa rivoluzione mi hanno guardato quasi con sdegno. Anche moltissimi colleghi sono scettici, perplessi. Ma sta cambiando tutto. Cambia l’approccio di noi legali: occorre spingere fino all’ultimo livello per ottenere il massimo. La maggior parte dei colleghi, nei vari processi in corso, hanno chiesto solo il risarcimento e non la stabilizzazione. Ma parlare di stabilità del posto di lavoro significa parlare anche di stabilità di regole. Il fatto è che si è finalmente rotto un meccanismo nel quale tutti si erano ben collocati.”.
Anche i precari?
“Si, penso anche agli ammortizzatori sociali. Si ritiene di poter continuare a fare i precari a vita e non ci si accorge che si diventa grandi. Ma con la stabilità c’è la possibilità di fare scelte di vita e investimenti. La stessa economia ne risentirà positivamente. Peraltro, abbiamo dimostrato alla Corte di Giustizia, fornendole il conteggio, che stabilizzando si risparmiano 500 milioni l’anno con i dati della Ragioneria dello Stato. Inoltre, verrebbe meno il sussidio Aspi che viene pagato attraverso i fondi dei lavoratori privati quindi viene disinnescata anche una guerra interna ai lavoratori. Ripeto: capisco la coperta di Linus ma a un certo punto occorre diventare adulti. Non è possibile che a 60 anni si rimanga precari”.
Molti pensano che quello di Renzi sia solo un annuncio
“No, non lo è. Uno Stato deviato è stato costretto a correggersi. Sembrava che prevalesse lo Stato delinquente ma pare che prevarrà lo Stato di diritto. Questo governo ha dimostrato di non voler nascondere i problemi.  La sentenza sconvolgerà molti assetti. Abbiamo ribadito che ci sono due Stati. Uno che vuole collaborare lealmente con l’Europa, formato da tanti cittadini e avvocati e qualche magistrato e la stessa Corte Costituzionale. E poi uno Stato che non vuole collaborare con l’Europa, assolutamente sleale innanzitutto nei confronti dei suoi cittadini e lavoratori più deboli, i lavoratori precari e che arriva al punto di non versare i contributi ai lavoratori. Infatti abbiamo esibito gli estratti contributivi dei docenti precari da cui non risultano versati  i contributi all’Inps”.
I precari temono la contropartita annunciata dallo staff di Renzi
“E che ci spaventiamo? Vogliamo il posto fisso sotto casa? Non importa che il posto arrivi dopo 40 anni? L’importante è che si stia sotto casa? E’ follia. Da questo provvedimento nasce una rivoluzione culturale in Italia. E’ la prima volta che un governo dice: ho sbagliato e non voglio sbagliare più. Si dice: ce lo chiede l’Europa. No, questa è un’iniziativa italiana, non europea. L’abbiamo voluta noi avvocati, alcuni sindacati, i precari stessi. Se continuiamo a lamentarci su questa cosa perderemo il treno. Ma stiamo scherzando?  Conosco miei colleghi, di quando molti anni orsono insegnavo, che sono ancora precari a scuola. E’ possibile una cosa del genere? E’ folle. Il governo dice ora: siamo stati folli ma non vogliamo più commettere errori e i precari cosa vogliono? Rimanere folli?”
Sono state espresse perplessità circa la copertura finanziaria dell’operazione.
“Abbiamo dimostrato con i dati della Ragioneria e della Corte dei Conti e che non c’è un aggravio, ma addirittura un risparmio di 500 milioni l’anno. Il personale precario chiamato attualmente a coprire i posti costa di più. I giudici della Corte di Giustizia ci hanno ringraziati, erano impressionati. Peraltro, non era mai successo che la Corte non facesse neppure una domanda nonostante il Presidente del Collegio e altri Giudici parlassero italiano”.
E ora? Cosa devono fare i precari che hanno un processo in corso e quelli che non lo hanno mai iniziato?
“Dal punto di vista operativo lo Stato italiano deve ottemperare alla sentenza per tutti. Probabilmente la Corte dirà di più. Ma credo  sia ragionevole attendere le conclusioni della Corte. La situazione è straordinariamente nuova. Perché c’è già un’ammissione di colpa da parte dello Stato. Quando la sentenza sarà emessa, gli avvocati riassumeranno il processo davanti al Tribunale di Napoli e davanti alla Corte Costituzionale e le sentenze del giudice di merito e del giudice delle leggi dovranno far testo in tutta Italia. Chi ha un processo in corso potrà far decidere rapidamente il giudizio. Il giudice dovrà adeguarsi. C’è una fattispecie di responsabilità civile a carico del giudice che non si adeguasse al diritto comunitario. Ognuno deve fare il proprio lavoro. Non avremo vita facile. Ma avremo un’arma di distruzione di massa di un sistema senza tutele e senza regole”. 
E chi non ha fatto causa?
“Chi non ha fatto ricorso è bene che si muova per farlo immediatamente, almeno subito dopo la sentenza. Oppure attenda il piano di immissioni”.
Chiedendo che cosa?
“Chiedendo la disapplicazione delle norme che impediscono la mancata trasformazione del contratto, i gradoni, e il risarcimento dei danni sotto forma dei periodi di mancata retribuzione”.
Chi non la fa?
“Rischia di farsi sopravanzare da chi ha fatto ricorso indipendentemente dalla posizione in graduatoria”.
Qual è il rischio che la causa si perda?
“Il rischio è zero, a meno che non si voglia far correre allo Stato il rischio di un’azione di risarcimento dei danni per violazione della normativa comunitaria da parte di un organo giurisdizionale, che porterebbe allo stesso risultato pratico negato nella competente sede giudiziaria con un aggravio di costi pubblici e di responsabilità personale indiretta di chi si ostinerebbe a negare diritti ormai accertati nella sedi superiori competenti e addirittura riconosciuti dal Governo”.
Quando uscirà la sentenza?
“In ottobre - novembre”.
La sentenza attesa riguarderà anche gli altri comparti pubblici?
“Certo. Sono interessati altri 200 mila precari della pubblica amministrazione.
 Ma lo sanno?
“Cominciano ad apprenderlo. Mi hanno chiamato i precari pubblici della sanità, di Vulcanologia, gli impiegati comunali, i lavoratori degli asili comunali e altri”.
Qual è stato il ruolo dei sindacati in questa avventura epica presso la Corte di Giustizia?
“Eravamo costituiti davanti al tribunale di Napoli e abbiamo chiesto ad alcune sigle sindacali di intervenire e di sostenere i precari anche davanti alla Corte di Giustizia. La Cgil, la Flc Cgil e la Gilda Unams hanno accettato di intervenire e quindi di sostenerli e l’operazione è riuscita perfettamente. Mentre la Cassazione nel giugno 2012 aveva affermato in una sentenza contraria ai docenti che la normativa comunitaria non era stata violata, Cgil e Gilda Unams, avvalendosi dei loro poteri interpretativi, hanno sostenuto la tesi che la Corte di Cassazione sbagliava e che il contratto nazionale di comparto imponeva di applicare la normativa interna del decreto legislativo n .368 del 2001.
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Costituirsi ad adiuvandum in favore dei lavoratori precari contro la Cassazione in un procedimento giudiziario e quindi diventare parte attiva davanti alla Corte di giustizia dopo il rinvio pregiudiziale del Tribunale di Napoli è stato dirompente e vincente. Peraltro, la Commissione europea ha ritenuto violata la direttiva europea con la procedura di infrazione n. 2010-2124 con atto di diffida allo Stato italiano segnalato dallo stesso Parlamento proprio a giugno 2012 e la Cassazione lo sapeva. Infatti io dissi che quella sentenza sbagliata sarebbe durata lo spazio di un’estate. La Cassazione, dopo le critiche, affidò al Centro studi il compito di capire se c’erano stati degli errori e di relazione sulla questione del precariato scolastico. Nella relazione il Massimario della Cassazione il 24 ottobre 2012 ha scritto che la Cassazione quattro mesi prima aveva sbagliato e che non era in linea con la Direttiva europea”.
Che fine ha fatto questa  relazione tanto importante?
“Questa relazione fu data agli esperti ma poi fu segretata dalla Cassazione. Sia l’Anief sia la Gilda sia la Flc fecero accesso agli atti per avere la relazione. Non l’hanno mai avuta, ma, come tutti i segreti di Pulcinella, la relazione è stata da me trasmessa, avendone avuto legittima conoscenza, a tutti i soggetti istituzionali che dovevano prendere le decisioni, al Tribunale di Napoli, alla Corte costituzionale, alla Corte di giustizia, alla Commissione europea. Ed è stata fondamentale per vincere questa battaglia.”.
E gli altri sindacati?
“Non hanno voluto partecipare. Oppure ci sono state incomprensioni. Preciso che l’Anief,  non essendo firmataria del contratto collettivo, non era legittimata a intervenire. Ma il suo ruolo è stato ovviamente determinante, soprattutto in Corte costituzionale, aiutandoci a convincere la Consulta al primo rinvio pregiudiziale e a spingere così la Corte di giustizia a risolvere una volta per tutte il problema del precariato scolastico. E’ stato un momento in cui molte forze positive, avvocati, giudici, sindacati, alla fine anche lo Stato, si sono unite in difesa dei diritti fondamentali di centinaia di migliaia di persone, dando prova dell’unità possibile del sistema Italia in momenti critici. Speriamo che questo patrimonio positivo non venga disperso.”
fonte:http://www.orizzontescuola.it/news/stabilizzazione-dei-precari-avvocato-de-michele-prima-volta-che-stato-dice-ho-sbagliato-e-rivol



Pubblicato:S.re Piccione








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