Precisazioni su quanto è stato fatto in Assemblea Regionale Siciliana per i precari degli Enti Locali in Sicilia per evitare la solita disinformazione sul fenomeno del precariato.

Da più di un anno e mezzo stiamo cercando tra mille difficoltà di
affrontare seriamente il fenomeno del precariato pubblico degli Enti
Locali in Sicilia. Già nel mese di Gennaio del 2013, dopo
l’approvazione della
Legge Regionale 22 gennaio 2013 n. 4,
avevo avvertito la platea del rischio che si sarebbe corso, per la
continuità lavorativa dei rapporti di lavoro precari, se la Regione
avesse recepito la Legislazione statale vigente in materia di
contratti di lavoro a tempo determinato.
Durante i lavori di approvazione del testo legislativo, ho presentato
in V Commissione Lavoro una relazione tecnica e degli emendamenti di
modifica del testo governativo, per garantire la prosecuzione, la
stabilizzazione e la certezza dei contributi quinquennali. Purtroppo
la maggioranza dei componenti della V Commissione, non approvò gli
emendamenti, e la proroga dei contratti fu ancorata alle disposizioni
legislative statali, senza certezza dei finanziamenti.
La platea dei precari in tale circostanza, purtroppo, è stata
silente e ancor peggio ha continuato a seguire nel proprio agire
quotidiano negli Enti, quel sindacalismo duale che tanti danni ha
arrecato ai lavoratori precari in 25 anni di precariato.
Oggi, purtroppo, ci ritroviamo con l’articolo
30 della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, che anziché
affrontare seriamente il problema, lo complica ancor più, con
effetti drammatici sulla platea dei precari degli Enti Locali.
Da allora abbiamo deciso con il Vice Presidente dell’ARS
Venturino di portare in giro per la Sicilia le nostre proposte per
affrontare e cercare di risolvere l’annoso problema del precariato.
Il 16 aprile 2014, sono stati presentati due nuovi
DDL in materia
di precariato il n. 741 e il n. 742. e si aspetta solo che la V
Commissione Lavoro li assegni per la discussione tecnica.
Bisogna riconoscere , con onestà intellettuale, che Venturino,
è l'unico parlamentare che da quasi un anno e mezzo si è dedicato
anche a questo fenomeno. Cosa hanno fatto, invece, gli altri
politici presenti all'ARS? E il Governo Regionale? Nulla Vi
assicuro. Anzi hanno creato i disastri che sono sotto gli occhi di
tutti i precari, dopo che hanno approvato l’articolo 30.
Non ultima il contenzioso di massa che sta montando anche in Sicilia
con risvolti imprevedibili, soprattutto per quegli Enti Locali
(rimasti ormai soli con il cerino acceso!!) che non hanno fatto la
stabilizzazione e per l'abuso reiterato per quasi 14 anni dei
contratti a tempo determinato in spregio alla Legislazione europea
che disciplina la materia dei contratti a tempo determinato anche in
Sicilia, visto che la Regione Siciliana applica dal 2004 la
legislazione statale vigente in materia. Ne vedremo delle belle...
Ora è giunto il momento che TUTTI i precari scendano in piazza e
non deleghino a nessuno il LORO futuro ma devono imparare a
riconoscere quei politici che fanno sul serio da chi improvvisa e
diventare sindacalisti di se stessi visto che il sindacalismo duale
li ha abbandonati al loro destino da precari a vita.
Dott. Gaetano Aiello
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ONOREVOLE Antonello Cracolici, perché vuole fare rientrare
RispondiEliminai Pip con reddito Isee superiore a 20 mila euro?
"La mia proposta nasce perché in maniera improvvisata nella scorsa Finanziaria si è introdotto come uno spot il livello Isee solo per i Pip, e non per tutta la platea del precariato della Regione".
Quindi la Regione dovrebbe sostenere persone che non sono disagiate?
"Cosa intendiamo per disagiato? Se dopo dodici anni qualche Pip si è sposato, allora per questo lo escludiamo? Parlare di un Isee a 20 mila non tiene conto dell'evoluzione di questo bacino, c'è ad esempio chi vive ancora con i propri genitori o chi ha un marito che nel frattempo ha trovato lavoro".
Tra i Pip che rientrerebbero ci sono almeno cinquanta benestanti. E poi la proposta arriva in piena campagna elettorale.
"Considero demagogico affrontare così la questione. Il mio è un atto di giustizia: introduciamo, almeno nella fase di prima applicazione, il tetto del reddito personale a 20 mila euro. Se altri hanno idee migliori, sono pronto ad ascoltarle. Ripeto: mettere delle regole soltanto per i Pip, che fanno più notizia perché
sono a Palermo e non per gli 8 mila lsu, lo trovo scorretto. I 5Stelle gridano allo scandalo: ma da loro non ho sentito una parola sull'altro mio emendamento che fissava a 200 mila euro il tetto gli stipendi dei burocrati dell'Ars". a. fras.
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e in effetti ha ragione dovrebbero guardare il reddito di tutti i precari e non solo i pip