sabato 16 novembre 2013

LA REPUBBLICA - Duemila regionali in pensione per lasciare il posto ai precari

Repubblica Palermo
Con la deroga alla legge Fornero la Regione studia soluzioni per avviare la stabilizzazione: ridurre del 10 per cento le piante organiche dell'amministrazione, delle società collegate e quelle degli enti locali consentirebbe la stabilizzazione di metà del bacino del precariato. Scettici primi cittadini e sindacati


Si riaprirebbe così per la Regione la possibilità di assunzioni, legate al turnover. I duemila pensionamenti pre-Fornero non potranno essere rimpiazzati con 2 mila assunzioni. Ma con una riduzione del 10 per cento delle piante organiche, si potrà coprire il 50 per cento dei posti. Questo stesso meccanismo, contenuto nell'accordo sulla stabilizzazione siglato mercoledì a Roma, scatterà in tutti i Comuni siciliani, nelle ex Province, negli enti sottoposti a controllo, con personale in sovrannumero, dove al momento si agita la platea dei 20 mila precari siciliani. Per i contrattisti a tempo determinato il primo passo dell'accordo è una proroga triennale dal primo gennaio e poi l'apertura dei percorsi di stabilizzazione.


La Regione è in attesa della circolare esplicativa della legge 125 del ministro della Pubblica amministrazione Giampiero D'Alia, che arriverà nei prossimi giorni. Quindi servirà una legge, che l'Ars dovrà approvare entro l'anno. "La circolare  -  dichiara l'assessore alla Funzione pubblica Patrizia Valenti  -  stabilirà le modalità operative di applicazione della norma, che da una parte riapre alla possibilità di assumere all'interno dell'amministrazione, dall'altra ci consente una proroga triennale, che dà respiro più ampio, per poter lavorare
con maggiore precisione alla stabilizzazione dei precari".

Mentre le fasce basse A e B possono essere stabilizzate direttamente, i precari delle fasce C (diplomati) e D (laureati) entreranno coi concorsi. "Il declassamento non è previsto  -  chiarisce la Valenti  -  L'ipotesi di un bacino unico del precariato ci permette intanto di prorogare tutti".
Le stabilizzazioni avverranno per scaglioni. La Regione garantirà un sostegno di 315 milioni per 5 anni: tre anni per la proroga e altri due anni per l'avvio delle stabilizzazioni. I Comuni dovranno presto comunicare il numero dei pensionamenti per calcolare la capacità d'assunzione.

Le soluzioni annunciate non convincono però i rappresentanti dei precari. Il movimento giovani lavoratori (Mgl) teme che la circolare possa nascondere un bluff. "A Capo d'Orlando i dipendenti sono 80, i precari 141. E i pensionabili sono solo una ventina  -  dice Massimo Bontempo, uno dei leader di Mlg  -  Il problema non si risolve con questo escamotage. A Sant'Agata ci sono 100 precari e 90 stabili. I tre anni di proroga vanno bene. Ma noi coi nostri emendamenti chiediamo la deroga al turn over e lo scomputo della somma che la Regione trasferisce agli enti, per alleggerire il patto di stabilità".

No comment per adesso da sindacati e Anci, l'associazione dei Comuni: aspettano che la circolare venga esaminata martedì, al tavolo tecnico con l'assessore Valenti. Alcuni sindaci, invece, sono possibilisti. Per Giacomo Tranchida (Pd), primo cittadino di Erice (dove i precari sono 110 su 220 dipendenti) "la soluzione individuata
 a Roma può funzionare se si pensa ad un percorso a scaglioni, scadenzato in 10 anni". Dello stesso parere il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto. Per riuscire a stabilizzare i precari in servizio nel Comune che amministra (235), dovrebbe mandare in pensione tutti gli impiegati a tempo indeterminato (410). "La legge infatti  -  spiega  -  prevede che solo una quota delle nuove assunzioni possa essere riservata ai precari, il resto va messo a concorso".


Fonte: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/11/15/news/duemila_regionali_in_pensione_per_lasciare_il_posto_ai_precari-71096450/
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